“Capitano, mio Capitano”. Agropoli stampato nel cuore e nella mente: ecco Capozzoli

“Al di là della categoria, al di là del risultato”. “Solo la maglia”. Questi appena citati sono due degli aforismi più famosi e pronunciati dalla tifoseria di ogni squadra di Italia, dal nord al sud, dalla Serie A, alla Terza Categoria.

Per chi i colori li ama davvero la moneta conta poco. Questo è quello che ha fatto capire anche ai mostri del calcio mondiale il giovane Donato Capozzoli. Centrocampista classe ’95 di Acquara, ma agropolese nel sangue. Veste la maglia dei delfini da ormai cinque stagioni e con quella in corso siamo alla sesta e non ha nessuna intenzione di lasciarla.

Giocatore dalle caratteristiche offensive, mette scompiglio nelle difese e ha, inoltre, il vizietto del gol. Nella scorsa, sfortunata, stagione è andato a segno 7 volte, mandando in porta i compagni 9 volte. In questa stagione è già a quota 4 in 6 partite giocate. Al di là del gol il giovane Capozzoli indossa già dallo scorso anno la fascia di capitano. Una responsabilità non da poco, ma che a lui non pesa affatto. Sono ancora impresse negli occhi, come fosse un’immagine di ieri, le lacrime al termine della scorsa stagione, quando dopo la sfida contro il Madrepietra Daunia si è decretata la retrocessione dei biancoblu in Eccellenza.

Stagione difficile, difficilissima per l’Agropoli, ma non di meno per Capozzoli, che da senior pur essendo un under, e nonostante l’impegno in ogni aspetto è stato messo in discussione non poco. Un giovane capitano, che comunque non ha mai avuto paura di mettere la faccia nelle situazioni complicate. Retrocessione a parte, il talento di Capozzoli ha fatto il giro dell’Italia e delle varie categorie, tanto che già nello scorso dicembre le società di Lega Pro erano in lizza per accaparrarselo. Lui stesso confessò di aver rifiutato il Monopoli per amore della maglia. Un’estate altrettanto frizzante dal punto di vista del calcio mercato: Serie B, Serie C, Serie D, in tanti affacciati alla finestra nella speranza di portare nelle proprie rose il talentuoso centrocampista.

Eccellenza all’orizzonte, polemiche che si protraggono, ingaggio da ingolosire: queste sono le motivazioni che lasciano ben sperare i vari presidenti, che però, farà rimanere a bocca asciutta.

Nonostante l’incertezza di un ripescaggio, diventato poi un miraggio ed infine un sogno infranto, Capozzoli è perentorio: da Agropoli non mi muovo, chiudendo cos√¨ tutte le porte a chi ha sognato e sperato fino all’ultimo.

Diventa un titolare inamovibile, fino ad ora, per Ciro De Cesare, che lo avanza nel suo modulo portandolo a fare l’attaccante e con ottimi risultati. Quattro gol, come detto, tre assist e una marcatura pesante contro il Nola che ha sancito la vittoria. L’Agropoli vola alto in classifica, mettendo il freno anche all’Audax Cervinara e Capozzoli è l√¨, a trascinare i suoi verso il ritorno immediato nel campionato interregionale. Un gioiellino che il Presidente Cerruti, assieme al resto della dirigenza, si coccola senza lasciare spazio ad equivoci.

Una risposta secca a chi crede che il calcio è solo business, a chi pensa che l’uomo è corruttibile sempre e comunque. Donato Capozzoli è l’esempio di come, il calcio alimenta un profondo amore, che non sempre è vendibile.

Cristina Mariano