La UAFA, Union Agent Football Association, sta crescendo giorno dopo giorno. L’Associazione con presidente il manager sportivo Alessio Sundas e alla vicepresidenza l’avvocato Gualtiero Ferrari è stata fondata pochi giorni fa e ha come principale obiettivo quello di tutelare i diritti dei procuratori sportivi, in particolare colo che si sono iscritti dal 1 aprile 2015 con l’entrata in vigore della deregulation emanata dall’ex numero uno FIFA Joseph Blatter.
L’associazione si sta muovendo con celerità cercando di trovare una soluzione a quella che a tutti gli effetti ha i contorni di una legge per nulla trasparente. Il nuovo regolamento FIGC, infatti, prevede dopo l’emanazione della Legga di Bilancio 2018, la figura dell’Agente CONI, che sostituisce quella di agente FIFA e procuratore sportivo. I nuovi aspiranti agenti sportivi dovranno presentarsi davanti al CONI per sostenere un esame scritto ed un orale con costi certamente non alla portata di tutti e con un livello di difficoltà alto, pari ad uno specifico esame di giurisprudenza. In seguito alle due prove davanti alla massima istituzione sportiva, c’è la suddivisione per federazioni, dove gli esaminandi dovranno sostenere un’ulteriore prova scritta. Materie diritto sportivo, diritto amministrativo e diritto privato.
Nella prima sessione d’esame sono stati 881 i candidati, ma solo in 8, dei promossi e destinati alla FIGC, sono stati i promossi. Un numero che sul totale equivale all’1% dei promossi. Sulle cronache sportive sono balzate all’occhio queste cifre, con consequenziali denunce anche riguardo al regolamento in sè e per sè. Infatti oltre all’illegittima retroattività che costringe i procuratori iscritti nel registro libero dal 2015 in poi, ad essere esonerati dall’esame sono gli avvocati, i commercialisti ma anche i familiari degli atleti, specie se stranieri. Se da un lato si comprende la decisione di optare per una scorciatoia per i primi due, la terza opzione fa saltare i dubbi sulla volontà di salvare procuratori come Wanda Nara. Non a caso, spesso la nuova regolamentazione è stata definita come un vero e proprio “salva Nara”.
Da qui la dura guerra della UAFA che si è buttata in trincea alla ricerca di alleati per cambiare varie sfaccettature del regolamento. La prima vera battaglia è quella ottenere la rimozione della retroattività sulla Legge di Bilancio, che permetterebbe quindi ai procuratori regolarizzati con la deregulation di continuare a essere iscritti nel Registro dei procuratori. La seconda battaglia sarà quella che riguarda la normalizzazione dei minori, la cui procura diventa gratuita e soprattutto è consentita dai sedici anni in su e non più dai quattordici.
Altra regola scricchiolante riguarda la percentuale di ingaggio fissata al 3% e che non esiste in caso di minimo sindacale.
Insomma quella della UAFA è una battaglia a tuttotondo che vedrà gli associati e il presidente Sundas combattere in prima persona per trovare la soluzione per tutelare i procuratori, le loro aziende e i loro dipendenti. Intanto, tramite comunicato stampa l’appoggio di tre forze politiche, Fratelli D’Italia con l’Onorevole Marco Osnato, il Movimento Cinque Stelle, con il presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, il PD, Maria Elena Boschi e Forza Italia con l’Onorevole Maria Stella Gelmini che ha delegato l’onorevole alla Commissione VII Marin.
Francesco Manetti




