Calcio. Il ministro Alfano tuona: “Nessuna trattativa. I violenti fuori dagli stadi”

La trattativa non sta ne’ in cielo ne’ in terra, nessuno puo’ immaginare che lo Stato abbia deciso con i violenti di giocare una partita. Come governo abbiamo il dovere di stabilire le regole, la sicurezza spetta all’autorita’ di pubblica sicurezza, in questo caso il prefetto, e da parte loro e’ stata valutata la possibilita’ di giocare. Cosi’ Angelino Alfano, ministro dell’Interno, ospite a ‚ÄòLa telefonata’ di Belpietro, tornando sui fatti della finale di Coppa Italia. In curva ‚Äì ha aggiunto ‚Äì si era diffusa la voce della morte di un tifoso per una faida fra tifoserie e, a livello di societa’ come Napoli calcio, hanno deciso si mandare Hamsik per rassicurare la curva che cosi’ non era. La cosa concreta e’ che il ferimento e’ avvenuto a Tor di Quinto, a 3-4 km dallo stadio e la partita poi si e’ svolta regolarmente. Alfano ha quindi sottolineato che noi abbiamo un obiettivo: il pallone e’ nostro e ce lo riprenderemo. Allo stadio devono tornare le famiglie, i violenti devono essere cacciati a vita. Le societa’ devono mettere al bando le mele marce, noi come Stato faremo il massimo per dare sicurezza, ma le societa’ devono fare la loro parte fino in fondo. Il dispositivo di sicurezza prevedeva circa 1.500 persone, quindi e’ necessario che le societa’ facciano la loro parte e quindi bisogna riflettere anche sul modello inglese. Non e’ immaginabile che restino del tutto estranee al servizio di sicurezza. Con il premier Renzi ‚Äì ha concluso il ministro ‚Äì parleremo nella pausa estiva, e’ inutile prendere ora provvedimenti, in modo che alla ripartenza del campionato si adottino nuove misure.

 

 

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