Dopo il grande successo in rimonta conquistato al Mario Rigamonti contro il Brescia di Diego Lopez, il tecnico del Napoli Gennaro Gattuso ha parlato ai microfoni di Sky Sport: “Cosa ho detto alla squadra all’intervallo? Fai la prossima domanda vai, che è meglio. Qui la squadra ha vinto al 94′, mi dà fastidio quando si dice che si vengono a fare le passeggiate qui. Abbiamo visto tanti video, sapevamo cosa avremmo trovati. Abbiamo fatto un palleggio sterile, ho visto 2-3 calciatori che alzavano le mani, volevano spiegazioni. Su queste cose mi arrabbio perché in A non ci sono partite facili. Metto l’elmetto e mi arrabbio. Si è rischiato tanto in questa stagione. Si è parlato di tutto, è meglio che si parli di calcio. Ci vuole il veleno e ora la squadra mi piace, c’è uno spirito diverso. Non dobbiamo farci sorprendere come fatto oggi. Ci sta andare sotto, ma poi è importante la reazione. Se firmerei per l’accesso in Europa League piuttosto che per il passaggio del turno con il Barça? Siccome mancano oggi 13 partite alla fine e per andare in Europa bisogna fare 27-28 punti ancora, in questo momento arrivare in Europa League è un qualcosa di importante. Il Barcellona è una grande squadra, ma noi ci giochiamo le nostre carte. A fine mercato ho ringraziato la società che mi ha preso giocatori importanti. Pensiamo partita dopo partita per arrivare subito a 40 punti. Per tanto tempo ho avuto paura perché vedevo una squadra fragile, senza sicurezze. Io sono nel mondo del calcio da anni e so che quando si spegne la luce è tutto difficile. Ora sembra facile, ma non lo è. Sappiamo che sarà sempre dura, noi dobbiamo farci trovare pronti. Ho giocatori forti, questo è un dato di fatto. Cos’è mancato nel primo tempo? Ci sono mancati gli ultimi 20 metri. Quando veniva Mertens a toccare c’erano pochi inserimenti di Elmas e Fabian, Insigne e Politano erano già in mezzo e noi eravamo piatti. Nella ripresa invece ci siamo mossi senza palla e avevamo più uomini in area. Come stai? Ho la febbre, oggi ho preso 3 tachipirine. Non mi sento bene. Barcellona? Non mi ci far pensare, lasciami tranquillo. Il problema è che, quando parlo coi miei colleghi che hanno qualche anno più di me, è che io chiedo se dormono. Mi dicono che col tempo passerà, invece non passa. Ma devo dire che è una bella sensazione”.
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