Brasile 2014. Italia-Costa Rica 0-1. Azzurri inguardabili, i Ticos volano agli ottavi

All’Arena Pernambuco di Recife, Italia e Costarica dopo l’esordio vittorioso, si giocano il primato del girone D. Prandelli cambia poco rispetto alla partita vinta contro l‘Inghilterra: Buffon tra i pali, Darmian viene dirottato a sinistra, con Abate a destra, Chiellini torna centrale a far coppia con Barzagli, in mediana Thiago Motta sostituisce Verratti.

Prima mezz’ora di gioco caratterizzata dalla totale assenza di gioco e di emozioni. Italia senza idee, fino all’invenzione di Pirlo, che libera Balotelli davanti al portiere, l’attaccante del Milan sbaglia tutto, prima il controllo, poi la conclusione. La partita si vivacizza, si fa per dire, Balotelli ha un’altra buona occasione, bravo il portiere costaricano. Su un nostro errore in appoggio, Campbell s’incunea in area, Chiellini interviene, forse con un fallo, l’arbitro, pessima la sua prestazione, lascia correre. L’allenatore del Costarica, tale J.L. Pinto, perfetta controfigura di un attore di telenevolas anni 80, si infuria, invocando la giustizia divina pochi minuti dopo, quando Bryan Ruiz di testa porta avanti i suoi. Italia inesistente, non pervenuta, che tranne per una decina di minuti, ha interpretato malissimo la prima frazione. Il modulo con tanti centrocampisti sembra costruito per un altro genere di partite, dove si può aspettare e aver pazienza. In partite come questa dove devi fare la partita, serve maggiore fantasia e sfrontatezza.

Nella ripresa Cassano subentra ad un abulico Thiago Motta, nei primi minuti l’Italia sembra svegliarsi, Pirlo e Darmian impegnano Navas. √à un fuoco di paglia, la difesa costaricana ha vita facile, contro un’Italia troppo brutta, e nei suoi singoli e come squadra. Il fantastista barese non riesce a inventare giocate, n√© a cambiare l’inerzia del match, cos√¨ come Insigne, subentrato ad un impreciso Candreva. Prandelli le prova tutte, dentro Cerci, fuori Marchisio, ma a mancare sono coralità, cattiveria, intensità di gioco. I minuti scivolano via senza che ci sia una reazione azzurra, tanti e troppi i passaggi sbagliati, eccessiva la lentezza della manovra, n√© Cassano, nè Insigne, n√© Cerci riescono a dare la scossa ad una squadra terribilmente brutta, molle, senza verve, che ha fatto solo sterile possesso palla.

Verrebbe da dire tra le tre litiganti, la quarta gode, la Costa Rica in un girone con Uruguay, Inghilterra ed Italia, si qualifica, avendo peraltro molte probabilità di arrivare prima. L’Italia dopo la prestazione intelligente e di spessore all’esordio contro l’Inghilterra, è incappata in una giornata da incubo. A nulla sono serviti i cambi, le modifiche tattiche tentate da Prandelli, oggi il campo l’Italia non l’ha mai visto. Contro l’Uruguay il prossimo 24 giugno, avremo a disposizione due risultati su tre, per qualificarci, per il primo posto servirà un miracolo.