L’Arena ”Das Dunas” di Nadal è il teatro in cui va in scena alle ore 21.00 (0.00 ora italiana) l’incontro da dentro o fuori, valevole per la seconda giornata del Gruppo C, tra il Giappone dell’italiano Alberto Zaccheroni, e la Grecia di Fernando Santos. Entrambe le formazioni sono reduci da una sconfitta nella partita di esordio, rispettivamente con Costa d’Avorio e Colombia. I Blue Samurai si schierano col 4-2-3-1 con Okubo, Okazaki e Honda a sostegno dell’unica punta Osako, solo panchina per Kagawa. Rispondono gli ellenici con uno spregiudicato 4-3-3, con Fetfatzidis e Samaras alle spalle di Mitroglu. Arbitro dell’incontro è il salvadoregno Aguilar.
Le prime fasi dell’incontro sono di studio, il Giappone fa valere la sua maggiore velocità, la Grecia è, però compatta, si difende bene e tenta la ripartenza.
Al 10′ minuto bel contropiede ellenico con Kone (autore di una buona partita ndr) che lascia partire un bel tiro dopo una galoppata di 30 metri, Kawashima blocca a terra.
I Blue Samurai appaiono un po’ statici e fanno fatica a trovare spiragli nel muro di maglie bianche. La Grecia fa densità a centrocampo affidandosi, per lo più, al contropiede.
Al 18′ i nipponici si fanno vedere dalle parti di Karnezis con Osako che riceve palla al limite e scarica in porta, l’estremo difensore greco para a terra senza particolari patemi.
Al 20′ è ancora l’attaccante del Colonia che parte da destra, si accentra e cerca il palo lontano con un bel destro a giro con la sfera che si spegne di poco al lato.
27′ bel calcio di punizione dal limite di Honda con Karnezis che riesce a salvare con qualche affanno.
Il Giappone superate le difficoltà iniziali, prende le misure agli avversari, la Grecia inizia a subire la maggiore agilità e rapidità dei nipponici.
Al 37′ la Grecia rimane in 10 uomini. Katsouranis, già ammonito, commette un fallo ingenuo a centrocampo, entrando in scivolata da dietro su Hasebe. L’arbitro (che già lo aveva graziato per un intervento precedente ndr) non ha altra scelta che espellere il centrocampista del PAOK Salonicco.
La Grecia reagisce all’espulsione ed al 39′ Kawashima deve superarsi su Torosidis. Nonostante l’inferiorità numerica, gli ultimi minuti del primo tempo sono tutti di marca ellenica.
L’arbitro manda le squadre negli spogliatoi dopo 2 minuti di recupero.
Il secondo tempo si apre subito con un tentativo ”maradoniano” di Samaras, che tira subito dopo aver battuto il calcio d’inizio, con Kawashima fuori dai pali, non centrando lo specchio della porta.
Il Giappone ricomincia a far girare il pallone (in una sorta di tiki taka ndr) aspettando il varco giusto per affondare.
I nipponici non riescono ad allargare le maglie della difesa ellenica. Al 57′ Zaccheroni si gioca la carta Kagawa, che rileva uno stanco Osako.
Al 59′ Kawashima si supera deviando in angolo un bel colpo di testa di Gekas (subentrato all’infortunato Mitroglu al 35′ ndr).
La manovra delle due squadre ristagna a centrocampo, i nipponici non sembrano in condizione di sfruttare la superiorità numerica.
Al 67′ incredibile errore di Okubo che si divora il vantaggio da pochi passi su un passaggio illuminante di Uchida.
Al 70′ è lo stesso Uchida, che in mischia, non inquadra lo specchio della porta da distanza ravvicinata.
Al 77′ Okubo riceve palla ai venti metri e lascia partire un destro potente di collo esterno su cui Karnezis è bravo a deviare in angolo.
Fernando Santos esaurisce i cambi, inserendo, all’80’ Salpingidis al posto di uno stremato Kone.
Assedio finale dei Blue Samurai, che si riversano nella metà campo ellenica alla ricerca del gol della vittoria. La Grecia si difende a pieno organico affidandosi ai lanci lunghi su Gekas e Samaras.
All’84’ bell’azione sulla destra di Nagatomo che mette in mezzo un cross teso sul quale Yoshida interviene di testa, mandando alto sopra la traversa.
All’89’ Karnezis bell’intervento di Karnezis che toglie dall’angolino basso una punizione di Endo dal limite dell’area.
Termina dopo 4 minuti di recupero una partita bruttina, molto bloccata, tra due formazioni che sono apparse più concentrate sul non perdere che sul provare a vincere. Le due selezioni sono, ora, obbligate a vincere l’ultimo incontro del girone per sperare nel passaggio del turno.
Giovanni Tafuto




