Dalla Francia alla Serie C1 con il Foggia per poi non spostarsi più dall’Italia e dalle piazze passionali del sud- Dopo l’avventura in Puglia con il rossonero poi il Gallipoli, il Benevento, la Salernitana, la vittoria del campionato di Serie B con il Siena di Antonio Conte, tra le altre. Una veloce parentesi a Viareggio per poi tornare nuovamente al Sud tra le fila della Battipagliese dove ha segnato quattro gol. Trequartista o ala sinistra, questi i ruoli in cui opera David Mounard, giocatore delle Zebrette di Ciccio Tudisco nel campionato di Eccellenza Campania nel girone B.
Il centrocampista bianconero si racconta in esclusiva a SportCampania.it, ripercorrendo velocemente la sua carriera: “Ho iniziato a giocare a calcio perchè mio papà era un appassionato –esordisce- e me l’ha trasmesso. Ho iniziato con lui a quattro anni finch√© non mi ha comprato il Lione a 12 anni dove ho fatto tutto il settore giovanile”.
Tutti, o perlomeno quasi tutti, hanno un giocatore da cui prendere ispirazione, un idolo che si vorrebbe emulare: “I miei idoli da cui ho preso ispirazione erano Roberto Baggio, che mi piaceva davvero tantissimo come giocatore e come uomo, ma anche Zidane, Ronaldinho, tutti fantasisti che con il loro gioco rendevano bello il calcio”.
Cos√¨ come per gli idoli, nella carriera di un giocatore, specie all’inizio. esistono delle figure molto importanti. Questi sono gli allenatori che in diverse occasioni non si limitano a insegnare a giocare a calcio o a schierare una formazione in campo, ma diventano dei mentori, degli esempi di viat per i proprio giocatori. Si creano rapporti speciali Per Mounard “Il tecnico che ho sentito più vicino Giannnini, è stato il primo allenatore in Italia e l’ho seguito un po’ dappertutto. Era molto importante perchè oltre ad essere bravo ti faceva stare bene, ti metteva fuori la cattiveria agonistica e ti faceva dare il massimo in campo. Poi anche Galderisi, lui ti faceva diventare uomo prima di farti diventare. Questi sono stati due tecnici davvero importantissimi per me”.
Un salto di categoria non indifferente. Dal Mons al Foggia, cambiando nazione e categoria, dalla A alla C1 in il calcio a volte non di certo di livelli altissimi- E’ stato questo il passaggio del “Nano” Mounard che l’ha portato in Italia: “Ho iniziato in Francia poi sono andato nella Serie A belga per poi arrivare in Italia Non ho sofferto la differenza di categoria perchè sono arrivato in una piazza importantissima come quella di Foggia che ha saputo darmi tantissimo e farmi crescere come calciatore”.
Come anticipato sono state tante le esperienze in Campania, prima il Benevento, poi Salerno, Agropoli il Picciola ed infine la Battipagliese: “In Campania sono abituato a giocare in quelle piazze che sono più calorose. Amo il sud dell’Italia perchè anche quando finisci di giocare sanno darti belle emozioni importanti e sono veramente felice di vivere nel Sud Italia”.
Mounard, nonostante i suoi 36 anni non ha nessuna intenzione, almeno per ora, di appendere le scarpette al chiodo, ma cosa si prospetta nel futuro del talento di Grenoble? “Per il mio futuro ancora non so. Ho iniziato una piccola avventura con una scuola calcio, ma poi è diventato un incubo. Continuerò a giocare ma sicuramente voglio fare qualcosa di importante qui a Salerno dove vivo, con i bambini e sarà sicuramente un progetto che porterò avanti e che diventerà importante”.
Attualmente la Battipagliese è in corsa per i play-off nel girone B di Eccellenza ed è reduce da una importante vittoria sull’Audax Cervinara. Non resta che augurare alla squadra di Tudisco e a Mounard un campionato che porti gli obiettivi prefissati, pieno di vittorie e di gol.
Cristina Mariano




