Di Pasquale Formisano
Foto di Francesco Carotenuto
Tre vittorie su tre e trenta punti di scarto rifilati a domicilio all’impotente San Severo: utilizzando un gioco di parole si può dire che la Givova Scafati scrive la storia contro un pezzo della sua storia, perché mai prima d’ora aveva trionfato in trasferta con un vantaggio così cospicuo, contro una formazione che ha assistito in prima persona alla scalata della pallacanestro scafatese, quel San Severo battuto in finale Play Off nel campionato di Serie C1 1994/95, nell’allora PalaOberdan, segnando di fatto l’inizio dell’era Longobardi.
La partita è senza storia: Scafati scappa subito fin dal primo quarto, terminato sul punteggi odi 6-23, indirizzando subito un match che i padroni di casa mai sono riusciti a mettere sui giusti binari, nemmeno nel momento di maggior sforzo agonistico. Nel secondo quarto Finelli inizia a ruotare gli uomini ma San Severo non sembra aver la forza di alzare la testa, e il punteggio con cui si va all’intervallo lungo è impietoso (26-47). Il basket, si sa, è un o sport di inerzia, in cui la partita non finisce finché non suona l’ultima sirena, eppure al rientro sul parquet anche i più audaci sognatori già sanno che per la compagine padrona di casa ci sarà poco da fare; i venti minuti del secondo tempo sono quasi una passarella a tinte gialloblù, con Rossato che veste i panni del man of the match (20 punti per lui), ma con un tabellino che sorride ancora una volta al solito Benvenuti (14 punti) e Musso (11 puti), nella serata in cui anche Charles Thomas tira un po’ i remi in barca.
L’ultimo periodo termina sul punteggio di 59-89, record di gap esterno in A2 per i vesuviani, e alla fine è festa proprio per tutti, anche per il giovane Vincenzo Festinese: suo padre Aldo c’era quella sera del PalaOberdan, oramai 25 anni fa, che coronò il sogno del team di Ciracì, mentre lui proprio contro San Severo mette a segno i suoi primi 2 punti in A2, seguendo un legame di sangue che va oltre il tempo.
Soddisfattissimo per il terzo successo in campionato Coach Finelli: “Abbiamo affrontato San Severo orfana di due giocatori cardine, come Jones e Contento. Sicuramente questo ha agevolato la nostra prestazione. I ragazzi hanno però interpretato bene la partita, giocando con una buona aggressività difensiva ed hanno dato sin da subito l’impronta giusta sulla sfida, con un approccio intenso, che ci ha permesso di indirizzare sin da subito la partita sui binari giusti. Ci dispiace per l’infortunio alla caviglia accorso a Cucci, sulla cui entità attendiamo gli esami di rito, prima di pronunciarci. Siamo
una squadra competitiva, ma ci sono anche altre squadre altrettanto competitive in questo girone, come Forlì, Napoli e Ravenna, dotate di un roster esperto. Mi aspetto che i primi scontri diretti in programma nelle prossime giornate possano delineare meglio i valori di questo raggruppamento. Jackson si è inserito sin da subito nel contesto di squadra e ci sta dando una mano importante, ma abbiamo anche altri giocatori che hanno margini di crescita importanti”.




