Un mese da paura, sportivamente parlando, per l’Avellino, che chiude settembre con grandi sorrisi e soddisfazioni. Trasportata nel campionato di Serie D, dopo l’esclusione e la nascita di una società ex novo, la squadra, ma soprattutto la tifoseria, si sta interfacciando con una nuova realtà.
Gli irpini arrivano da cinque gare di campionato davvero positive, almeno dal punto di vista dei risultati, mentre in Coppa Italia la gara ha portato alla prima sconfitta della stagione. Poco male, se l’obiettivo è quello di tornare in Serie C nel minor tempo possibile.
In cima alla classifica del girone G si legge Avellino 13 punti. Ultima a partire, ma quella che guida la graduatoria del raggruppamento sardo-laziale. Un fortino di punti che fa ben sperare, che fa sognare, ma che non può far perdere di vista alcune lacune ancora inesistenti. Appena 4 comunque i gol subiti, ma se in generale i numeri non mentono, in questo caso qualche bugia è detta. Come detto, fase difensiva non irreprensibile che mette in pericolo i risultati, seppur gli irpini riescano sempre a metterci una pezza.
La fase difensiva ancora non è al top, con una retroguardia che traballa, quando l’avversario pressa alto e con insistenza. Un Lagomarsini che alterna interventi da cineteca a uscite rischiosa e avventate che mettono in pericolo i risultati. Cinque risultati utili consecutivi che consentono agli irpini di staccare dalle avversarie e tenersi da tre settimane la vetta della classifica in solitaria. Merito di una buona costruzione delle azioni offensive, oltre che dei 13 gol messi a segno in queste prime uscite di campionato.
L’attacco funzione sempre meglio, ovviamente grazie al lavoro certosino dei centrocampisti, in particolare Gerbaudo, accompagnato da Matute. Alessandro De Vena, mattatore delle prime giornate è stato rapidamente raggiunto da un rinvigorito Nando Sforzini che con il rigore di ieri è arrivato alla quarta rete in tre partite.
Archimede Graziani sta disegnando il suo Avellino, lo sta modellando e gli sta regalando un’anima combattiva, degna del suo Totem.
Cristina Mariano




