Poco male, si volta pagina e si va oltre. La sconfitta dell’Avellino nella sfida di ieri contro il Nola non può e non deve scalfire le belle ambizioni del team di Archimede Graziani. I bianconeri di Stefano Liquidato, ex Avellino ed irpino, ha messo in mostra l’importanza della conoscenza e della preparazione. I bruniani, infatti, arrivavano da una lunga preparazione, iniziata già nei primi calci, quando la D sembrava una chimera.
Azzeccata la decisione della società bianconera di puntellare dove servisse contando sui giocatori che già nella seconda parte della scorsa stagione avevano messo in campo il meglio di loro. Si ricorda la cavalcata dai meandri della zona play-out alla zona play-off. E’ stata, forse, proprio questa la chiave che ha fatto la differenza.
Di fronte al Nola un buon Avellino, composto da calciatori esperti e di spessore nonostante, per alcuni, la giovane età. Calciatori che hanno già solcato i palcoscenici dei campionati professionistici ma che hanno pagato il poco tempo a disposizione. E’ servito il doppio rinvio concesso anche dal Nola, per cercare di trovare la quadra.
E se la prima in campionato ha già dato delle indicazioni, la formazione scesa in campo al Partenio-Lombardi nella serata di ieri di certo non ha sfigurato. Ha avuto sicuramente la meglio la coesione nolana. Una squadra guidata dall’esperienza di Stefano Liquidato, forse l’uomo in più di questa squadra. L’Avellino ha faticato nella conclusione, causa anche la necessità di rimettere in sesto Nando Sforzini arrivato solo la scorsa settimana, e la distribuzione sulle fasce, dove i bianconeri sono riusciti a essere superiori.
A decidere un gol dell’esperto Gennaro Esposito, ex Savoia e reduce dalla vittoria sia del campionato di Eccellenza, sia della Coppa Italia di Eccellenza proprio contro il Nola. Da rivedere sicuramente la difesa dell’Avellino, dove i troppi traballamenti hanno dato occasione a Tagliamonte e soci di arrivare facilmente al tiro.
Cristina Mariano




