Avellino. Il Lupo razzia a Colleferro, il branco accompagna e incoraggia

“You will never walk alone” – cantano i tifosi del Liverpool intonando dagli spalti l’eterna dichiarazione d’amore alla loro squadra. Non camminerai mai sola, cantano e urlano facendo riecheggiare la loro eco in tutto l’Anfield. A Liverpool come ad Avellino.

Un Partenio che ha visto giorni migliori, sicuramente, ma che a prescindere da tutto può sempre contare sullo zoccolo duro di quei tifosi che hanno macinato chilometri su chilometri nel corso della stagione facendosi trovare sempre presenti sugli spalti ad incoraggiare il lupo biancoverde. Nei momenti felici, cos√¨ come in quelli brutti e difficili. Nelle partite di cartello come quelle con risultato già acquisito, la tifoseria avellinese è sempre stata l’unica costante di questa squadra.

A Colleferro come ad Avellino il tifo irpino non si è fatto attendere, portando una porzione del Partenio al Casilin dove la Vis Artena ha rischiato di fare lo scherzetto alla squadra di Giovanni Bucaro. Un Avellino, quello in campo, che ha risentito molto della lunga pausa di due settimane per la pausa forzata dal campionato per via del Torneo di Viareggio.

Ma se dagli spalti i tifosi fanno sognare, dal campo la squadra irpina scuote le memorie dei tifosi più fedeli, ma soprattutto storici in redivivi amarcord legati alle marcature e alle partite di Sforzini e Ciotola. Sono proprio i due ritorni più grandi a decidere il match: il Tagliagole, infatti, apre le marcature all’8′ del primo tempo, aiuta la squadra a gestire e tentare di chiuderla ma senza riuscirci. Quando tutto sembrava perduto, però, la folgorante illuminazione sulla corsia del manto del Casalin, come quella di Damasco arrivata a San Paolo poco prima della sua conversione, fa optare Giovanni Bucaro per l’inserimento di Nicola Ciotola al posto di Da Dalt, stremato, e in pochi minuti una spaccata manda il pallone dal lato opposto in cui si trova Rausa. Il Casalin esplode di gioia e gli irpini agganciano il secondo posto a pari punti con il Trastevere e con una partita ancora da recuperare.

Il Lupo scende in campo, azzanna gli avversari, lasciandoli quasi esanime sul proprio terreno di gioco, quando cercavano di difendere con le unghie e con i denti un pareggio per l’Avellino inutile. Il branco segue, ulula alla luna che illumina il cammino degli undici in campo e carica l’esperto centrocampista che porta il risultato in favore dei suoi. Un balzo indietro di dieci anni e una gioia nuova, quella che fa ancora battere i cuori dei tifosi di una speranza riaccesa, verso quell’agognata Serie C.

Cristina Mariano