Avellino a punteggio pieno nella classifica di Serie D girone G, dopo due giornate di campionato e un turno infrasettimanale di Coppa Italia. La squadra di Archimede Graziani, con una rimonta di orgoglio e potenza mette KO l’Albalonga e dimentica la sconfitta con il Nola. Ci pensa Pippi per i laziali, poi De Vena e Morero per il definitivo 1-2.
SPAURACCHIO DIFESA – L’Avellino va a intermittenza, probabilmente a causa del poco tempo trascorso assieme, probabilmente perch√© molti calciatori devono calarsi bene nella categoria. La muraglia Morero-Mikahylovsky non sono la risoluzione dei problemi. Serve accompagnamento, specie sui calci piazzati, dove la troppa fiducia ha messo in pericolo il risultato nel finale del match. Sul gol del momentaneo vantaggio laziale Scarf si perde Pippi, che da rapace d’area beffa anche Lagomarsini in uscita bassa. Da migliorare sulle fasce, soprattutto gli under. E’ sulla fascia sinistra, però, che l’Avellino è sembrato soffrire, in particolare quando l’Albalonga si proiettava in avanti con contropiedi e azioni in velocità.
DE CESARE, UOMO DEL DESTINO – Andati all’intervallo con lo svantaggio in tasca, nel secondo tempo la musica cambia subito. Ma è l’arrivo di Gianandrea De Cesare, patron e Amministratore unico della società, a cambiare veramente le cose. Tra l’amore dimostratogli dalla Curva, sempre più piena, e i primi calci della frazione di gioco dei suoi, De Cesare è riuscito ad assistere in pochi minuti a due gol, quelli che decreteranno poi la vittoria biancoverde. Uomo del destino: dalla rinascita alla rimonta, l’Avellino vive con De Cesare.
MORERO PER LA CONTINUIT√Ä – Da dove ripartire, da dove si è ripartiti. Esclusi gli under, Santiago Morero, il capitano, è l’unico irpino della vecchia società di Taccone, che ha aspettato e poi è tornato ripartendo dalla prima categoria dilettantistica. Il numero 10 biancoverde si mette in spalla i suoi e parte con azioni manovrate dalla retroguardia. Va in gol con un colpo di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo.
IL BOMBER E IL GIOIELLINO – Da De Vena e Tomptè, l’Avellino in attacco gioca sul velluto. Archimede Graziani può contare sul killer instict dell’ex Casertana, ma al tempo stesso sulla velocità e la fame del giovane classe ’99. Il tecnico dell’Avellino lo manda in campo per ridare vigore dopo il gol subito. Buona la velocità, dribbling, giocate importanti e ci mette lo zampino nell’azione del primo gol. E’ lui a procurarsi il calcio di punizione da cui nasce il tocco vincente di De Vena. Proprio lui l’uomo più pericoloso degli avellinesi, che sin dal primo momento di gara hanno provato a beffare la difesa. La mezza punta, travestito e adattato da punta centrale ha messo in difficoltà Del Moro su un rinvio andando a pressare, mettendo a dura prova la sua personalità.
L’Avellino va avanti e mette la spunta sulla seconda avversaria di campionato. In attesa del prossimo incontro con l’Anzio.




