Atletico Frattese C5. Guarino: “Bonifici ricevuti fino all’ultima giornata. Agli altri le chiacchiere da bar”

Un anno al vertice del campionato di serie C1 per la nuova Frattese targata Raffaele Guarino. La pandemia ha bloccato e annullato la parte finale della stagione dove i nerostellati avrebbero potuto competere attraverso i playoff per il raggiungimento dell’obiettivo prefissato: la promozione in serie B. Quel traguardo che nella regular season era stato conquistato dalla corazzata Sala Consilina.

Una stagione difficile dal punto di vista logistico, con la necessità di lasciare Frattamaggiore per ottemperare l’obbligo di giocare le gare interne in una struttura a norma, coperta e sul parquet. Da qui lo spostamento forzato a Cercola. Una squadra rivoluzionata a dicembre provando a dare un segnale di grande volontà nell’intraprendere un cammino vincente nel palcoscenico del calcio a 5.

Da qualche settimana l’ufficialità di un altro grande impegno: quello di dare alla piazza di Frattamaggiore i fasti di un tempo, assumendo l’incarico di guidare la gloriosa squadra di calcio con la ritrovata euforia di Adamo Guarino. Una famiglia nel pallone, quello più noto e quello a rimbalzo controllato che ha un indirizzo comune: prestigio e senso di appartenenza ad una città.

Raffaele Guarino vuole fare alcune precisazioni: “Quando ho deciso di rilevare l’Atletico Frattese l’ho fatto con la consapevolezza di iniziare un progetto nuovo in un mondo a me quasi sconosciuto. In questo contesto ho cercato di capire le dinamiche e le persone, misurandone qualità umane e professionali. Se ci sono ancora presidenti che investono tanti soldi tra i dilettanti, molti dovrebbero solo ringraziarci perché solo qualche folle, con tanta passione, soprattutto in una categoria regionale, può permettersi di dare qualcosa che vada ben oltre un rimborso spese. Spero e sono convinto che tutti facciano come noi, mantenendo gli impegni sempre come è nel nostro dna. Con centinaia di lavoratori fermi, imprese in difficoltà, probabilmente qualcuno pensava che fosse giusto regalare soldi oltre il dovuto, dopo lo stop di tutti i campionati e, secondo questa logica, saremmo noi quelli in difetto, nonostante i bonifici regolarmente ricevuti fino all’ultima giornata. Mi auguro che ci siano sempre tante famiglie Guarino disposte ad investire nello sport per amore della propria città, con il rinnovato entusiasmo di creare qualcosa di veramente importante. Agli altri lasciamo le chiacchiere da bar”.

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