Arsenal-Napoli. Let’s go, guagliù! Don Rafè per il bis Champions

Manco il tempo di appurare la vittoria di Marassi, che già c’è da tornare a correre, combattere, sperare e questa volta, il palcoscenico, sarà dei più affascinanti. Ma piano con le paure e le reminiscenze del caso, ormai siamo il Naples international, eccezione di un calcio disamorato e vessillo di una Città zeppa di controsensi. Questa sera, dalle 20.45, occhi e cuori puntati sull’Emirates di Londra, c’è un Arsenal da profanare. E forse, proprio in virtù delle defaillance (assenze) altrui, lo scherzetto ai più quotati Gunners non è poi desiderio cos√¨ avulso dalla realtà.

Le scelte di Rafè – 4-2-3-1: questo l’unico dogma del tecnico iberico, per il resto, spazio a rotazioni e fantasia. Stasera, però, a meno di clamorosi ripensamenti last minute (per restare in tema anglofono) l’undici schierato sarà quello “migliore”. E allora, dando per assodato l’altro dogma beniteziano (Pepe Reina stabilmente tra i pali) si parte con la difesa: i centrali saranno Albiol (che pare aver smaltito i postumi dell’acciacco genovese) e Britos, ad oggi obiettivamente la coppia più affidabile. A destra sfreccerà, in luogo dell’appurato knock out di Chris Maggio, Giandomenico Mesto. Improbabile l’impiego di Zuniga su quella fascia (il colombiano sarà il terzino sinistro) ed Armero sulla mancina. I due mediani saranno Inler, delegato a ritmo e regia, e Valon Behrami, imprescindibile distruttore e direttore d’orchestra d’ogni spunto di pressing. Capitolo attacco: dietro un Higuain non propriamente al 100% (Pandev resta in preallarme) agiranno Hamsik (per vie centrali), Callejon sull’out destro ed Insigne (nonostante un Mertens scalpitante) sulla mancina, pronto a tagliare verso il centro ed accarezzare palloni diretti, girando, verso il secondo palo.

Qui Gunners – Nonostante un ruolino di marcia niente male in campionato (5 vittorie ed un’unica sconfitta, all’esordio col Villa), forse questo è il periodo peggiore, per l’Arsenal di Wenger, per fronteggiare la mina-vagante Napoli (manteniamo un profilo umile per un palcoscenico come quello dell’Emirates). Non ci saranno infatti due top come Walcott e Santi Cazorla, degnamente sostituiti da Wilshere e dal baby Gnabry. Per il resto, sarà l’Arsenal delle grandi occasioni: Szczesny tra i pali, modulo speculare a quello azzurro con Sagna, Mertesacker, Koscielny e Gibbs a formare una linea difensiva di tutto rispetto, ma non impenetrabile; Wilshere e l’ex Milan Flamini in mediana (ma occhio ad Arteta, pronto a dire la sua nonostante i rumors lo vogliano riserva) e Gnabry, Ozil ed uno tra Ramsey e Rosicky dietro l’ariete Giroud. Una mission very hard, ma non impossible per gli azzurri.

L’angolo della strategia – Si fronteggeranno due squadre molto simili, sia per la mise tattica che per l’atteggiamento con cui affrontare il match. Saranno fondamentali le sfide singole ruolo per ruolo: in gare di questo equilibrio lo spunto singolo può fare la differenza. Interessante sarà la sfida Zuniga-Sagna: chi dei due velocisti riuscirà a tenere l’altro più vicino alla sua area? Cuore e polmoni (possibilmente d’acciaio) faranno la differenza. In mediana Behrami dovrebbe occuparsi di Wilshere e relegare ad Inler la geometria del giro-palla del Napoli: molto dipenderà dalla verve di Flamini. Nel caso in cui il francese riesca a tamponare l’estro dello svizzero, non è da escludere l’impiego di Albiol come vero e proprio regista basso. Capitolo attacco: Insigne può e deve mettere in difficoltà il veloce nel lungo ma compassato nel breve Gibbs e cercare con insistenza l’uno contro uno al fine di creare superiorità numerica. Molto dipenderà anche da chi sarà l’ariete: dovesse (come ci auguriamo) giocare Higuain, il furetto di Fratta può permettersi il lusso di partire anche dalla linea laterale (come ama fare sin dai tempi di Zeman al Pescara), mentre con l’impiego di Pandev, la minor mobilità dl macedone potrebbe portarlo a giocare più vicino alla porta, rendendosi più “marcabile” dal pacchetto difensivo londinese. Tutto è pronto, poche ora e si comincerà a fare sul serio. Let’s go Napoli!