AreAvellino. Toccare il fondo per poter riemergere

Si dice che bisogna raschiare il fondo per poter riemergere. √à quello che ha fatto, sta facendo, l’Avellino di Attilio Tesser. Certo, tre vittorie consecutive sono poche per poter parlare di rinascita, ma di sicuro un passo avanti rispetto alle giornate precedenti c’è.

Partiamo da Como. Tesser, alla vigilia durante la conferenza stampa, l’ha detto con estrema chiarezza: Ci aspetta una battaglia. √à stata effettivamente una battaglia. Non è stata una partita particolarmente emozionante ed entusiasmate. Tutto il contrario. Nonostante le diverse occasioni da una parte e dell’altra è stata una di quelle partite che vengono spesso identificate come maschie. Molto gioco a centrocampo, con qualche folata da un lato e poi dall’altro. Frattali monumentale ha salvato il vantaggio trovato con tanta fatica e grazie al calcio di punizione battuto da Milan Nitriansky, che è sempre stato sotto le critiche dei tifosi, più che degli addetti ai lavori. Nonostante la bruttezza della partita, però, la squadra irpina è riuscita a strappare quei fondamentali tre punti che aiutano al morale. Vincere aiuta a vincere, è vero, ma il secondo tempo degli irpini è lo specchio della loro attuale anima.

Gli uomini di Tesser, ma anche lo stesso tecnico di Montebelluna, sono cambiati. L’Avellino non è mai stata una squadra moscia in campo, ma nelle ultime tre partite, dopo quella brutta sconfitta a Trapani che ha scatenato l’ira furibonda dei tifosi qualcosa è cambiato. √à servita anche la sfuriata di D’Angelo davanti ai giornalisti, in conferenza stampa, che -per quanto deprecabile- ha rimesso tutti all’ordine con la fatidica frase: Qui siamo ad Avellino, devono capirlo chi ancora non l’ha capito. Non è cambiato solo l’atteggiamento dei calciatori. No! Nelle prime uscite poco convincenti siamo stati abituati dal tecnico trevigiano a infierire su alcune prestazioni dei giocatori. Ora, Tesse, ha verso i suoi ragazzi un vero e proprio atteggiamento di protezione. Pietra dell’ultimo scandalo è Roberto Insigne, che dopo le prime giornate e le prime uscite splendenti, sta passando un periodo difficile. Prestazioni non convincenti e molti sbagli ingenui. Come da copione non solo i giornalisti ma anche molti colleghi hanno iniziato a scagliare la prima pietra del peccatore contro il fratello del più famoso Lorenzo. E, come sottolineato anche da Tesser, solo ora, dopo quansi un intero girone molti si sono resi conto che il giovane calciatore di Frattamaggiore gioca in un ruolo non a lui naturale. Qui parte il protettorato dell’allenatore, che ha chiesto di tenere i toni bassi e di dare una mano al ragazzo per superare il momento. Sarà per questo che ieri è stato in totale riposo? Probabile, ma non siamo qui per parlare di questo. Ritorniamo quindi al punto. Quella conquistata in quel di Como, con estrema difficoltà è stata una partita quasi fondamentale per i Lupi per continuare a coltivare la loro consapevolezza e la loro convinzione. Sono poche le cose cambiate rispetto alla trasferta siciliana col Trapani di Serse Cosmi, tra cui anche la presenza costante di Castaldo, presente anche in quella disastrosa partita. √à stato però proprio a Trapani che si è messo un punto. Un punto alla crisi, un punto alla superficialità, un punto alla leggerezza. In campo, infatti, da tre partite si vedono davvero dei Lupi che sbranano i propri avversari con cinismo e determinazione, caratteristiche che probabilmente non c’erano prima e che dopo la quartultima partita giocata si sono infiltrate nel sangue dei giocatori biancoverdi.