Era iniziato malissimo l’anno per gli irpini dell’Avellino, che hanno esordito con una sconfitta all’Arechi di Salerno contro, appunto, la Salernitana. Subito il riscatto con una vittoria contro il Modena per la prima vittoria casalinga della stagione. Poi la sconfitta contro il Cagliare al Sant’Elia tra le polemiche per un gol in fuorigioco di Sau, il pareggio con il Novara, unica partita in cui gli undici di Attilio Tesser non sono riusciti ad andare a segno. Il seguito è un alternarsi di risultati positivi e negativi. Tanti gol segnati, ma anche tanti, troppi subiti che in molte occasioni hanno cambiato le sorti delle partite. Prestazioni poco convincenti e con poca determinazione di portare casa il risultato. Tanti infortuni a centrocampo, poi in difesa e poi in attacco. Un girone di andata molto difficile per il sodalizio biancoverde, che era arrivato a ricevere la contestazione della tifoseria onnipresente e costantemente cantante per inneggiare la propria squadra. Si arriva a dire che il rapporto tra allenatore e squadra si stava rompendo. Tesser non sembra proteggere i propri calciatori, ma non mette in discussione le proprie scelte. Arriva il culmine con tre sconfitte consecutive. Una bruttissima sconfitta con il Trapani che sembra aver aperto uno squarcio irreparabile, ma che poi sul campo ha dato vita ad una vera e propria rinascita. Cinque vittorie consecutive. Vittorie convincenti con prestazioni convincenti. La squadra mostra un carattere mai mostrato fino a quel momento. L’atteggiamento arrendevole dimostrato nel corso della stagione sembra che sia sparito. Virtus Lanciano e Cesena. Due vittorie e due rimonte. La prima più difficile della seconda avvenuta con due reti di svantaggio ed in inferiorità numerica. Il ritorno di Castaldo sicuramente ha dato energia e carisma in più ad una squadra che sembrava disunita e in balia degli eventi. L’emergenza infortuni continua, ma in qualche modo il tecnico riesce a sopperire alle assenze adeguando giocatori a ruoli non proprio a loro congeniali.
Parlando con i numeri in mano l’Avellino ha giocato 21 partite vincendone 9, pareggiandone 4 e perdendone 8. L’attacco biancoverde è una macchina da gol: 34 gol fatti. √à però anche una squadra con difficoltà in fase difensiva. Molte distrazioni, terzini non propriamente all’altezza che, però, nel corso delle partite hanno iniziato a recuperare la fiducia. Alla fine del girone di andata però si registrano 30 gol subiti. Il capocannoniere è Marcello Trotta con 7 gol in campionato, 9 stagionali. Segue Mokulu con 6 all’attivo, record personale migliorato. Poi ci sono Gavazzi, Castaldo che prepotentemente si sta insediando nella classifica dei cannonieri della squadra, Insigne, Bastien, Zito, Tavano, solo a due gol all’attivo, Jidayi. Ben undici giocatori sono andati al gol.
Il cammino dell’Avellino è stato in salita, nel vero senso della parola. Dalla zona salvezza fino alla zona playoff. Un girone intero ancora da giocare, ma con un atteggiamento ed una determinazione acquisita nel corso del tempo e delle partite. Il prossimo ostacolo è rappresentato dalla Salernitana nella prima giornata del girone di ritorno. Una partita molto difficile contro una squadra che passa forse il peggior periodo della stagione.
Cristina Mariano




