AreAvellino. Al Partenio il Lupo torna a ringhiare

C’è un momento, nel calcio, che non puoi pianificare. Un brivido, che nasce in un istante ma si radica nel cuore: è quando il pallone varca la linea di porta sotto gli occhi della tua gente, nello stadio che fin da bambino associ ai cori, alle speranze, alle domeniche che sembravano eternamente lontane. Per Avellino questo momento è finalmente arrivato: la vittoria per 2-1 contro il Monza al Partenio, nella terza giornata di Serie B 2025-26, ha segnato non solo i primi tre punti in cadetteria dopo sette anni, ma soprattutto il riscatto di una città, di una tifoseria, del senso stesso di “casa”.

Il ritorno dopo sette anni

Sette anni: tanto è passato dall’ultima volta che l’Avellino ha giocato con la B nel suo stadio. Sette stagioni di cadute, di ristrutturazioni, di ricostruzione non solo della squadra ma anche dell’identità, del sogno. La vittoria contro il Monza non è stata solo bella per il risultato, ma per la rovesciata di Raffaele Russo che ha sigillato la festa, per il gol “auto-assist” che ha aperto la strada, per il pubblico che ha risposto presente, animato da quella fame, da quell’attesa.

L’ultima volta in Serie B al Partenio: un salto indietro nel tempo

Se guardiamo al passato, all’ultima vittoria dei Lupi in Serie B davanti al proprio pubblico prima di questa, la memoria ci porta al lontano 29 ottobre 1989: Avellino-Monza, terminata 2-0 con reti di Sorbello e Parpiglia. Una giornata che oggi suona quasi come favola, vista la lunga attesa che è seguita. Lì, al Partenio, i tifosi respiravano Serie B, la squadra combatteva ogni pallone per restarci, per non tradire l’affetto di quelle gradinate che sapevano quanto grande fosse la posta in palio. E ora, quel modo di vivere la partita torna. Quel senso di “qui siamo noi” che accompagna ogni attacco, ogni rischio, ogni urlo.

Non è solo una vittoria: è una rinascita

Perché questo 2-1 non vale solo per la classifica. È una dichiarazione: Avellino c’è, Avellino vuole restare, vuole riconquistare il rispetto che le era dovuto. È per chi è tornato allo stadio sperando di rivivere certe emozioni, per chi non ha visto la squadra in Serie B dal vivo perché troppi anni fa la B era un orizzonte, non un presente. La rovesciata di Russo, certo, rimarrà tra le giocate simbolo, ma la vera vittoria è forse quella che lega il club alla città, quella che dice che il Partenio non è solo una struttura sportiva, ma un luogo dell’anima. E che la Serie B, con tutte le sue difficoltà, ora è di nuovo casa.

La sfida che resta

Naturalmente, la strada è lunga. Tenere alta la tensione, affrontare un campionato più duro, avere continuità. Ma il primo passo è fatto. Il primo brivido, la prima contagiosa esultanza, la prima vittoria in cadetteria davanti al proprio pubblico: ingredienti essenziali per costruire qualcosa che duri. E a chi guarda da fuori può sembrare solo un risultato come tanti. Ma per Avellino è storia: la storia che speravamo di rivedere, che finalmente torna, che lascia spazio alla speranza.