Agropoli. Tutta la rabbia di Puglisi: “Porterò FIGC e commissario in Tribunale”

Ancora polemiche a causa di direzioni e sentenze del Giudice Sportivo Territoriale. Questa volta a lanciare l’accusa è l’Agropoli, nella persona del Presidente Maurizio Puglisi. In occasione della finale regionale play-off tra i delfini e il Nola, gli animi si sono scaldati dopo l’infortunio di Pascuccio in seguito ad un contratto di gioco forte e pericoloso, tanto da costringere il calciatore a lasciare il campo, ma soprattutto a subire 13 punti di sutura vicino all’occhio.

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Espulsioni, allontanamenti e squalifiche pesanti. E’ questo il bollettino di guerra di una gara che doveva valere un passo in avanti verso il salto di categorie. Quattro squalificati per i delfini, solo uno, il tecnico per il Nola. Un doppio allontanamento dalla panchina in seguito ad un battibecco neanche particolarmente acceso tra i due, che hanno poi chiuso il match complimentandosi a vicenda. Allontanato anche Puglisi in seguito a delle proteste, ma la mano del Giudice Sportivo ha colpito in maniera davvero pesante i tesserati dei cilentani. Un’inibizione per l’ex Gelbison fino al 5 ottobre 2018 (con comportamento sleale, scorretto, antisportivo, aggravato dal ruolo rivestito, veniva allontanato per proteste. All’uscita del tdg perdeva tempo ed in modo provocatorio istigava i tifosi della squadra avversaria facendo gesti volgari; tale comportamento creava una reazione da parte dei predetti tifosi che lanciavano nei suoi confronti bottiglie d’acqua, aste portabandiera e lo attingevano con sputi, ndr), tre giornate per Gesualdo per aver urlato frasi volgari e agitato il braccio in maniera minacciosa, due giornate per Gudagnano. Squalifica fino al 30 maggio per entrambi i tecnici ed un’inibizione fino al 25 maggio per Alfonso De Lucia, Presidente del Nola. Per i bianconeri si aggiunge la multa di 200 per il comportamento scorretto dei propri tifosi, accusati di aver lanciato oggetti e sputi nei confronti proprio di Puglisi.

Secondo il presidente dell’Agropoli due pesi e due misure e non usa giri di parole per affermarlo. Ai microfoni dei colleghi di Agropolinews, infatti, il dirigente cilentani ha dato sfogo al suo malessere: Il fondo è stato raschiato, le squalifiche che hanno comminato a me e ai miei tesserati sono la conseguenza di referti in cui è stato scritto il falso. Tutti hanno visto quello che è successo: ho soltanto applaudito ironicamente verso il pubblico avversario, dopo che un mio calciatore aveva subito un intervento pericolosissimo, a ridosso del quale ha dovuto avere ben 10 punti di sutura all’altezza dell’occhio destro, con il rischio di un’operazione. E’ inconcepibile che al pubblico ospite, alcuni di loro dovrebbero essere addirittura daspati, è stata data solo una sanzione di 200 euro per quello che hanno combinato. Mentre a me è stata comminata una lunga squalifica, derivata dai verbali mendaci scritti da un commissario di campo mandato dalla FIGC,, che adesso porterò in tribunale. Non mi basta fare un ricorso alla FIGC per avere una riduzione della squalifica, sono un professionista nella vita e nessuno può leggere quelle bugie nei comunicati che girano sui siti e sui giornali. Se fosse stato vero quello che il commissario ha scritto i carabinieri presenti avrebbero dovuto prendere provvedimenti contro di me e invece proprio loro hanno visto che mi sono soltanto limitato a quell’applauso ironico. Nulla di grave naturalmente. Questa volta andrò fino in fondo, del calcio mi interessa poco, va salvaguardata la mia onestà e la mia serietà. La FIGC in Campania purtroppo è rappresentata da mediocri.

Ad onor del vero il Presidente Puglisi potrebbe richiedere di desecretare gli atti relativi al match e capire bene cosa è stato denunciato dalla terna arbitrale e dai commissari di campo e capire dove sono stati gli errori da lui denunciati.

Cristina Mariano