A tutto c’è un inizio e una fine. La vita è un circolo di eventi e situazioni che si aprono e si chiudono, niente è per sempre. Tanti modi di dire per spiegare, semplicemente, che nella vita niente c’è di definitivo. Ogni scelta presuppone l’inizio di qualcosa e al tempo stesso anche la fine di altro.
E’ cos√¨ anche nel calcio i cicli si aprono e si chiudono. E’ la volta di Donato Capozzoli, il capitano dell’Agropoli che dopo sette stagioni sveste la maglia biancazzurra per vestire presto quella giallorossa della Polisportiva Santa Maria. Gioie, dolori, responsabilità e tante critiche per il giovane attaccante di Aquara che ha mantenuto la sua promessa e ha riportato l’Agropoli in Serie D. Un traguardo sfiorato per due stagioni passando per i play-off nazionali arrivando fino alla finale per poi perdersi nell’ultimo istante, prima con il Castrovillari e poi con il Brindisi dell’ex Massimiliano Olivieri. Questa volta, però, l’obiettivo è stato raggiunto, tramite il ripescaggio ufficializzato pochi giorni fa.
Ora, quindi, è arrivato il momento dei saluti, dell’addio di quella folta chioma bruna e riccia che si è avviata verso la porta senza vestire, però, quel numero dieci sulle spalle e quella fascia da capitano che per tanti anni era al braccio del classe ’95. Da qualche giorno il calciatore si sta allenando tra le fila della Polisportiva Santa Maria, alle corte di Egidio Pirozzi, pronto per un’altra impresa titanica assieme ad alcuni compagni ritrovati come Margiotta e Landolfi.
Inizia una nuova era per Capozzoli, mentre sono ancora vivide nella mente dei più quelle lacrime che rigavano il suo volto appena due stagioni fa, alla fine della stagione 2016/2017 in seguito all’ufficialità della retrocessione al termine di un campionato completamente da dimenticare.
Cristina Mariano




