È tornato anche quest’anno uno degli appuntamenti più attesi del panorama sportivo giovanile: il Torneo Internazionale di calcio giovanile “Città di Agropoli”, giunto alla sua 44ª edizione. Una manifestazione che, ancora una volta, sta trasformando la città cilentana in un vero e proprio crocevia di culture, sport e talento.
L’edizione 2026 ha preso il via mercoledì 1 aprile e proseguirà fino a sabato 4 aprile, vigilia di Pasqua, coinvolgendo circa 1.000 giovani calciatori e calciatrici impegnati in oltre 150 gare complessive. Numeri importanti che confermano il prestigio di un torneo affiliato alla FIGC e all’ente di promozione sportiva ASC.
Sette le nazioni partecipanti – Canada, Romania, Polonia, Ucraina, Kosovo, Slovacchia e Italia – con rappresentanze provenienti da ben sei regioni italiane. Il torneo si articola in otto categorie, tra cui spicca anche una femminile Under 15, a testimonianza della crescente attenzione verso il calcio in rosa.
La giornata di giovedì 2 aprile ha rappresentato uno dei momenti più significativi della manifestazione. Nel pomeriggio, allo stadio “Guariglia”, si è svolta la cerimonia inaugurale, caratterizzata da grande partecipazione ed emozione: l’esecuzione degli inni nazionali e la presentazione ufficiale di tutte le squadre hanno dato il via simbolico al torneo, regalando uno spettacolo suggestivo e carico di significato.
L’evento ha vissuto anche momenti istituzionali importanti, come la conferenza stampa in programma venerdì 3 aprile presso l’hotel Serenella, sul lungomare San Marco. Inoltre, la visibilità del torneo è stata ampliata grazie alla trasmissione in diretta di alcune gare e degli eventi principali su SKY – GOTV (canale 809).
Il Torneo “Città di Agropoli” rappresenta molto più di una semplice competizione sportiva: è un pezzo di storia del territorio cilentano. Fondato nel 1989 da Antonio Inverso, conosciuto da tutti come “Caciotta”, nel corso degli anni ha ospitato squadre e talenti provenienti da tutto il mondo.
Tra gli aneddoti più significativi, resta impresso quello legato a Andrij Ševčenko: proprio ad Agropoli, nel 1989, l’allora giovane promessa della Dinamo Kiev calcò per la prima volta un campo di calcio in Italia, mettendosi immediatamente in luce e iniziando un percorso che lo avrebbe portato a diventare uno dei più grandi attaccanti della storia.
Oggi, a distanza di oltre tre decenni, il torneo continua a rappresentare una vetrina fondamentale per i talenti del futuro, mantenendo intatto il suo fascino e rafforzando il legame tra sport, territorio e tradizione. Agropoli, ancora una volta, si conferma cuore pulsante del calcio giovanile internazionale.









