L’estate 2025 dell’US Agropoli sta assumendo contorni sempre più drammatici. La società, tra le più storiche della Campania e mai fallita dal lontano 1921, sta vivendo il momento forse più buio della sua lunga storia. In un clima di assoluta incertezza, l’Agropoli sta perdendo pezzi giorno dopo giorno, tra calciatori in fuga, vertenze ancora aperte e un’iscrizione al prossimo campionato di Eccellenza Campania appesa a un filo.
Il termine perentorio è fissato al 24 luglio. Una scadenza che sembra sempre più un macigno per l’attuale dirigenza, incapace finora di trovare una soluzione concreta ai tanti problemi economici e gestionali che affliggono il club. Le recenti riunioni tra i soci dell’US Agropoli non hanno prodotto passi in avanti. Il silenzio, l’incertezza e la mancanza di un progetto credibile stanno affossando una società che, nonostante gli errori del recente passato, rappresenta un pezzo di storia del calcio dilettantistico campano.
A lanciare l’allarme è stato persino il sindaco Mutalipassi, che nei giorni scorsi ha fatto un appello pubblico per cercare di salvare il club, invitando imprenditori e appassionati a non far morire la squadra della città.
Nel frattempo, la squadra si sta letteralmente sciogliendo. L’ultimo addio è quello del portiere agropolese Giovanni Grieco, classe 2002, trasferitosi al Salernum Baronissi. Una cessione che fa particolarmente rumore, trattandosi di un ragazzo cresciuto nella piazza e simbolo dell’ultima stagione. Ma Grieco non sarà l’unico a salutare: nelle prossime ore, infatti, dovrebbero arrivare anche le ufficialità di Manuel Chietti al Santa Maria la Carità e di Christian Gaudino al Solofra.
Una diaspora inevitabile, dettata dalla totale assenza di certezze. D’altronde, come potrebbe un calciatore – a maggior ragione dilettante – legarsi a una società che non ha ancora saldato parte delle vertenze della stagione 2023/24 e che rischia seriamente di non iscriversi nemmeno al prossimo campionato? Inoltre l’attuale dirigenza deve ancora saldare gli ultimi due mesi di stipendio ai calciatori reduci da una spettacolare e meritata salvezza.
Lo scenario peggiore – quello della cancellazione della matricola federale più antica della Campania – non è più una semplice ipotesi ma una possibilità concreta. E se il 24 luglio dovesse passare senza l’iscrizione, Agropoli perderebbe ben più di una squadra di calcio: perderebbe un patrimonio sportivo e identitario che da oltre un secolo accompagna la città.
Va infine fatta una doverosa precisazione: l’attuale presidente Serrapede (ex calciatore e stimata bandiera dell’Us Agropoli) non ha alcuna responsabilità sulla situazione dirigenziale, dato che ha accettato la carica pro tempore lo scorso inverno per assicurare la prosecuzione del campionato e svolgere una funzione di consulente tecnico. Debiti fiscali, vertenze ed altre pendenze pregresse sono da attribuire a ben altri personaggi ormai diventati obsoleti e mal voluti in città.




