“Ragazzi oggi non lascio dichiarazioni. Adesso devo solo pensare a lavorare” –ĆØ forse questa frase l’emblema del big match, ma soprattutto del momento dell’Afragolese. Una frase di Masecchia, che racchiude il rammarico di una settimana dura.
Al di là della partita, la cosa che forse ha più sorpreso di questo Afragolese-Frattese sono state le dichiarazioni di mister Masecchia, il quale,nel dopo partita ha deciso di chiudersi in un silenzio stampa molto indicativo della sua fame di vittoria e di arrivare al risultato.
Stamattina all’Afragolese ĆØ mancato quel pizzico di cinismo che nelle altre gare ĆØ stato fondamentale. La gara del “Vittorio Papa” di Cardito e la sfida delle 14:30 di Sant’Anastasia tra Mariglianese e Puteolana raccontano che adesso i granata di Andrea Ciaramella sono avanti di 3 punti in classifica sui rossoblāā«. Giovanni Masecchia e i suoi venivano dalla sfida di Coppa di mercoledāĀØ proprio contro i granata ed oggi si ĆØ visto che mancava qualcosa soprattutto dal punto di vista delle gambe. Buon primo tempo, ma nella ripresa si ĆØ fatta sentire eccome la gara in più.
La Frattese nel secondo tempo infatti ĆØ salita di ritmo, mentre l’Afragolese ha concesso molto dal punto di vista della corsa. L’organico di Afragola in estate ĆØ stato costruito per vincere il girone e il sorpasso subito 7 giorni fa e l’allungo di oggi da parte della Puteolana rammaricano la societĆ di Raffaele Niutta, cosāĀØ tanto che stamattina dopo il triplice fischio si ĆØ visto prima la “riunione” di capitan Marzullo e compagni coi tifosi.
Una tifoseria che chiede di continuare a lottare su ogni pallone e di dover cercare qualcosa in più durante le gare visti i valori della rosa. Ma, come un condottiero che non bada a fronzoli, Giovanni Masecchia sta analizzando il momento della sua squadra e, più che parlare, preferisce concentrarsi sul lavoro. Ora testa bassa e pedalare per ritrovare la forma migliore.
Ed è proprio da qui che Masecchia vuole ricominciare: chiudersi in silenzio, per riflettere e capire cosa non gira in questo momento. Il tecnico, infatti, con il suo silenzio ha fatto capire che non contano le parole, non contano le promesse, ma cosa si dà in campo. Evidentemente quel qualcosa che in questa settimana è venuta meno, suo malgrado, ma che come uno sciamano nel momento più complicato dei suoi discepoli deve illuminare indicando la via maestra, ma soprattutto, la serenità necessaria a uscire dal momento buio.
CosāĀØ, Masecchia decide, da condottiero di ovattare la squadra da tutto, guardando al cielo, nella notte più buia che mai, alla ricerca della luce della costellazione del leone, totem dell’Afragolese che riaccenda il fuoco interiore.




