Afragolese. Fava sulla quarantena: “Manca giocare, speriamo tutto passi in fretta”

Siamo all’inizio della seconda settimana di quarantena, è passato il primo week-end senza calcio e molti giocatori e addetti ai lavori cercano in qualche modo di mantenersi in allenamento.

Situazione complicata, difficile da gestire anche perchè è il primo fine settimana senza partite giocate o guardate.

“Questa è la prima volta per me –commenta Dino Fava alle colonne di Metropolis- Devo dire che soffro tantissimo. Sono fortunato perchè per me oltre ad essere un lavoro è una passione ed è bruttissimo stare fermi totalmente, chiusi in casa senza poterci allenare. Il nostro prof –continua il centravanti dell’Afragolese- Ci manda il programma degli allenamenti, con gli esercizi, è molto professionale in questo, ma è davvero difficile. Non riesce ad allenarti in maniera perfetta, anche perchè manca la cosa principale, la corsa”.

In casa Afragolese la forza del gruppo batte la lontananza fisica con la tecnologia: “Ci sentiamo sempre, grazie ai gruppi WhatsApp, scherziamo, ridiamo, ironizziamo sulla situazione. Ci raccontiamo le cose più stupide che ci mancano l’uno dell’altro. Davvero è una situazione molto difficile e molto brutta e spero che si risolva tutto il prima possibile”.

Dino Fava in estate aveva iniziato la preparazione con i rossoblù lontano dai compagni a causa di un problema familiare, continuando ad allenarsi: “Diciamo che in quel caso sapevo che tutto sarebbe durato due settimane -spiega l’ex Udinese- In ogni caso potevo uscire, andare a correre, allenarmi all’aperto, mantenere una forma perfetta, nonostante gli allenamenti si fanno nella maniera migliore quando ci si allena coi compagni. Adesso è diverso, ripeto, il nostro preparatore ci passa tutto, ma non è la stessa cosa”.

Dalla Serie A alle serie minuti, nessuno in campo per giocare i rispettivi campionati a maggior ragione dopo i primi casi positivi di Covid tra i calciatori: “Ci manca tutto, anche guardare le partite in TV, perchè a noi il calcio piace a 360° quindi anche non poter vedere una partita è dura, però si deve fare, l’unica speranza è che tutto questo possa passare al più presto. Campionato? Non so cosa si farà, si potrebbe far slittare, ma capisco che è difficile gestire il tutto, con play-off e play-out. Sicuramente l’importante prima di tutto è che possa passare questo periodo e che possiamo vincere contro il COVID-19″.

Figli di un dio minore, probabilmente così si vedono molti calciatori militanti nel mondo dilettantistico che, ora come ora, vivono una situazione molto delicata anche dal punto di vista economico. Non giocare equivale a non avere uno stipendio, causa anche una tutela che non esiste nel calcio dilettantistico, considerato ancora, nonostante tutto, come un dopo-lavoro: “Non so precisamente cosa stiano facendo -conclude Fava Passaro- la mia speranza è che finalmente si possa fare qualcosa in più per queste categorie. Ormai milito in Eccellenza e Serie D da cinque anni e si vedono molte cose che non vanno bene. Il caso Puteoalana dovrebbe insegnarci qualcosa. Purtroppo ci sono presidenti che non fanno bene i conti, a cui tutto sfugge di mano. Altre volte una volta raggiunto l’obiettivo in anticipo non arrivano neanche più i compensi. Questo non è giusto. Ora come ora, vista la situazione, spero che tutti i presidenti diano le spettanze a tutti i calciatori, come pattuito”.