Acerra. Il Comunale non si tocca: partita la raccolta firme

Il Comunale Non Si Tocca. Il diktat degli acerrani è chiaro. Il popolo è unito contro una decisione che sembra senza logica ancora prima che impopolare. Non tanto per la struttura in se, ma per quello che rappresenta, per lo sport e per la città.

Costruito nel 1964 grazie all’instancabile opera dell’allora sindaco Ignazio Caruso, lo stadio ha rappresentato l’arena dove per anni il Toro granata ha dettato legge nei campionati dilettantistici contro le grandi compagini del sud.
Ora, per√≥, una delibera rischia di mettere in dubbio il futuro dello storico impianto di via Mazzini. Infatti nella delibera della giunta comunale n¬∞ 41 del 18/05/13, tra i tanti interventi da effettuare nella città, è prevista anche la realizzazione di un parco urbano là dove è presente il Comunale, e la contemporanea (ma difficile) ristrutturazione di un’altro impianto acerrano, l’Arcoleo, sito sul confine con la città di Caivano, che, ad oggi, ha il solo fascino decadente di una struttura fatiscente, e sulla quale, come stabilito nella delibera n¬∞13 del 10/02/14, è programmato un intervento che risulterà, tra l’altro, ridotto rispetto a quello previsto nella delibera del 2013, evidentemente per mancanza di fondi da finanziamenti.

Tra i più attivi nella mobilitazione contro l’eliminazione dello storico impianto c’è Mario Esposito, già presidente dell’Acerrana nel periodo d’oro dei granata. Attivo non solo nelle parole, ma soprattutto nei fatti. La raccolta firme avvenuta ieri davanti ad un’altro emblema della città, l’antico ed imponente Castello Baronale, n√© è la prova.

Più di 200 firme sono state siglate nella sola mattinata di ieri, a dimostrazione che la città crede che lo storico impianto debba rappresentare non un peso, od una forma impatto ambientale per la città, ma il primo mattone su cui, invece, ricostruire le attività sportive che già da tempo latitano nella città di Pulcinella.

In esclusiva per Sport Campania, ecco le dichiarazioni proprio di Mario Esposito, su una vicenda di cui è il principale oppositore: “La mia e quella di tanti è una protesta civile ed organizzata per esprimere forte preoccupazione e determinata contrarietà alla deliberazione della giunta comunale adottata per la realizzazione di un parco pubblico nell’attuale sede dello stadio comunale di Acerra. √à una delibera oltre che inadeguata, anche completamente sproporzionata nonch√© calata dall’alto d’imperio, senza che ci sia stato mai un preventivo confronto pubblico. Per questo motivo – conclude l’ex presidente dell’Acerrana – chiediamo immediata sospensione di ogni qualsivoglia provvedimento in corso.

Questo è solo il primo step che rappresenta una forma di insofferenza popolare verso un l’eliminazione di un impianto che non solo costituisce la storia sportiva della città ma che, se riqualificato e rivalutato, pu√≥ essere un importante fulcro sia dello sport, ma anche delle attività in generale dei giovani acerrani.

Fabio Sposito