AreAvellino. Lupo, qual è il tuo problema?

√à passata la 15¬∞ giornata ed ancora una volta l’Avellino esce sconfitto dal campo dopo una prestazione non del tutto da buttare o biasimare. Contrariamente a quanto pensano i tifosi, che a fine partita hanno contestato giocatori e dirigenza, la partita giocata dai quattordici giocatori chiamati in causa da Attilio Tesser non hanno combattuto, per poi perdersi nella prima parte del secondo tempo, quella che è costata la vittoria che è stata poi regalata al Perugia.

Attualmente l’Avellino occupa la 16¬∞ posizione in classifica, a quota 16 punti e la fortuna ha voluto che nessuno lo scavalcasse. Questa non può essere una consolazione, cos√¨ come gli infortuni non possono essere un alibi. E proprio sugli infortuni si dovrebbe iniziare a riflettere. Ma l’infermeria piena non è l’unico spunto su cui riflettere e su cui iniziare un’analisi sulla squadra biancoverde.

La situazione dell’Avellino fa porre, infatti alcune domande alle quali cercheremo, nel nostro piccolo, di dare una risposta.

Prima domanda: Attilio Tesser è davvero l’allenatore giusto per questo Avellino?

Dare una risposta potrebbe sembrare abbastanza difficile, perch√© il tecnico ha trasmesso la sua mentalità combattente, almeno in parte. Infatti è difficile ricordare una partita in cui l’Avellino ha espresso un gioco di basso livello o abbia disonorato la maglia. Tesser ha dato modo ad alcuni calciatori, come Mokulu, di esprimersi al meglio. Il giocatore arrivato nello scorso gennaio nei primi mesi non aveva impressionato, ma sotto la guida del tecnico trevigiano il ragazzo ha aumentato il suo record di gol marcati ed ha avuto l’opportunità di mettersi in mostra. Non ci sono soltanto lati positivi nella gestione Tesser, infatti non si può non sottolineare come alcuni giocatori on siano sfruttati al meglio. Allo stesso tempo altri giocatori non vengono presi assolutamente in considerazione o hanno perso, col tempo, posti nella classifiche delle gerarchie. Andando per ordine. Genny Tutino e Simone Petricciuolo. Il primo è stato messo fuori ruolo ufficialmente per scelta tecnica, ufficiosamente perch√© il ragazzo aveva chiesto di avere la possibilità di mettersi in mostra giocando. La verità non è data saperla, quel che è certo però è che l’ex Primavera del Napoli, proprio nel campionato giovanile ha messo in luce caratteristiche molto interessanti, che avrebbero potuto fare al caso dell’Avellino, soprattutto nell’ultimo periodo in cui Tavano era out per un infortunio. Per Petricciuolo la situazione è simile ed al tempo stesso diversa. Il difensore, infatti, era stato messo sul mercato, per un certo periodo è stato tolto ed alla fine rimesso, ma non c’è stato nessun offerente, quindi il ragazzo è rimasto alla corte del tecnico di Montebellnna, che aveva dichiarato di valutarlo e di dargli un’occasione, occasione mai data se non in incontri non ufficiali. A questo elenco si aggiungerebbe anche Napol, utilizzato solo in un’occasione e mai più visto in campo. Per quanto riguarda i giocatori che hanno perso di visibilità basterebbe fare due nomi: Soumarè e Zito. Il primo è stato surclassato da Insigne e da Bastien che spesso viene avanzato al ruolo di trequartista, il secondo da Jidayi, che dà maggior copertura in fase di non possesso ed in fase difensiva. A loro si aggiunge anche Nitriansky che ha lasciato la maglia da titolare per Nica. L’utilizzo ‚Äìo non utilizzo- dei calciatori non è il solo punto che si potrebbe utilizzare a sfavore di Tesser. Infatti la squadra, che già negli anni passati aveva delle lacune difensive, che ancora non sono state colmate. Per quanto ci si possa appellare alla poca qualità dei difensori ‚Äìma necessariamente bisogna escludere Biraschi che ha soddisfatto le aspettative- non si può non colpevolizzare colui che passa tutti i giorni con i giocatori e insegna loro tecnica, tattica e schemi di gioco. Ecco quindi che bisognerebbe porsi il problema se la scelta sia stata giusta.

La seconda domanda è: il 4-3-2-1 è il modulo giusto?

Analizzando le partite si potrebbe rispondere di no. Partendo dal presupposto già analizzato, e cioè che la difesa ha delle lacune non colmate che portano molto spesso a prendere gol, la risposta viene confermata anche da altri elementi. Nella partita con il Perugia è saltato all’occhio più che in altre partite. L’Avellino ha attaccato quasi a pieno organico con i centrocampisti che aggredivano la trequarti campo, ma senza il supporto della difesa. Questo vuol dire che i quattro interpreti della retroguardia rimanevano nella propria zona di competenza, lasciando ampio spazio di ripartenza agli avversari. In questo modo i centrocampisti ed gli attaccanti della squadra avversaria partono più che avvantaggiati, visto che arrivati nella trequarti in velocità è un gioco da ragazzi saltare l’uomo durante l’uno contro uno arrivando quasi sicuramente a trovare lo spazio per tirare e probabilmente segnare. L’unico modo per fermare queste azioni sarebbe un fallo tattico, deleterio per chi lo commette perch√© da regolamento è un’azione antisportiva e che richiede un’ammonizione. Tutto questo potrebbe essere prevenuto attraverso un cambiamento di modulo e cioè giocando senza il trequartista o un centrocampista in più o anche semplicemente cambiando gli schema e la tattica difensiva. Inoltre gli uomini a disposizione di Tesser ricoprono ruoli che non li appartengono o che comunque sono solo i loro ruoli naturali. Prendiamo come esempio Roberto Insigne. L’ex Reggina nasce come ala destra, può essere adattato a trequartista o a seconda punta, ma questo non permette al giocatore di esprimersi al meglio. A ben guardare, le sue azioni migliori provengono sempre dalla destra, quando per forza di cose si sposta per riuscire a servire i compagni. Marcello Trotta e Benjamin Mokulu nascono entrambi come punte centrali e per questo motivo, avendo caratteristiche simili, dovrebbero giocare in un ruolo che li valorizzi. Attualmente vengono accompagnati proprio da Insigne, ma i due sono costretti a salire per cercare di recuperare palla e servire uno dei compagni rimasti in area. Essendo entrambi due colossi, la cosa migliore per entrambi sarebbe quella di essere serviti con cross al centro per svettare di testa o per ribattere eventuali assist o respinte dei portieri. Molto spesso invece si vede uno tra Trotta e Mokulu ‚Äìo addirittura- entrambi- alzarsi per cercare palla e servire qualcun altro, ma finendo sempre o quasi in inferiorità numerica. Anche in questo caso è difficile non fare il nome di Tutino, che potrebbe essere un’alternativa valida ad uno dei due attaccanti. Il giocatore veste il ruolo di ala sinistra e conoscendo il gioco di Insigne, in quanto ex compagno, sarebbe un’arma in più per creare scompiglio nelle difese più chiuse. Il cambio di modulo faciliterebbe anche il lavoro dei centrocampisti, che sarebbero aiutati proprio dai due attaccanti, in quando sia Gavazzi che Jadayi ed a maggior ragione Zito, sono giocatori con caratteristiche molto offensive e questo comporta uno svantaggio nella fase di non possesso. Per non parlare della difesa. I due terzini sarebbero aiutati e raddoppiati dai centrocampisti esterni e tutti e tre i giocatori presenti sulle fasce creerebbero densità cos√¨ da impedire il contropiede avversario. Per questo motivo l’Avellino dovrebbe provare un 4-4-2 o un 4-3-3. Nel ruolo di ala sinistra, comunque si potrebbe adattare sia Trotta che Mokulu, che creerebbero non pochi problemi ai terzini data la loro stazza. Lo stesso ragionamento vale per Castaldo, punta centrale alto più di 1.80m che ha come asso nella manica il colpo di testa. Il discorso cambia per Tavano, che essendo dinamico si può adattare meglio a qualsiasi tipo di modulo, ma che deve essere affiancato di qualcuno di più statico.

Dopo questa analisi la terza domanda sorge spontanea: il mercato è stato adeguato alle aspettative della società, ma soprattutto è stato adeguato alla scelta dell’allenatore?

Se si dovesse rispondere partendo dalla preconoscenza che Tesser è un allenatore fanatico per il 3-5-2 allora la risposta semplicemente è no. Infatti a ben guarda nell’attuale rosa sono pochi i giocatori che possono ricoprire i ruoli del modulo appena citato. Considerando che, invece, esperti conoscitori del calcio hanno sottolineato che gli allenatori devono adeguarsi alla rosa che hanno a disposizione, e non deve assolutamente essere il contrario. Il motivo è semplice: un giocatore adattato non può esprimere al meglio le proprie caratteristiche e il proprio talento. Ecco perch√© tecnicamente il mercato, almeno a livello di ruoli, non è stato inadeguato. Sicuramente però nel reparto arretrato si sarebbe potuto fare di più per alzare il livello qualitativo della difesa e soprattutto per colmare le lacune ancora presenti. Per quanto riguarda gli altri reparti, è difficile esprimersi in sfavore dei giocatori acquistati. C’è però da dire che al centrocampo manca una figura molto importate, quella dell’interditore o del regista, infatti l’Avellino troppo spesso gioca sui lanci lunghi, che inevitabilmente finiscono per essere preda degli avversari. Soprattutto manca colui che sappia spezzare il gioco avversario sul nascere senza permettere che i centrali di difesa vengano sopraffatti dagli uomini che arrivano dalla zona centrale. Però, gennaio è vicino e questo è una consolazione.

Cristina Mariano