PREAMBOLO IRATO. La fortuna e il Napoli: due strade parallele destinate a non incrociarsi mai! Quando si è in quarta fascia è lecito attendersi un girone difficile, e in due casi su due il Napoli pesca ‘Il girone’. La prima volta riesce il ‘miracolo’ e si raggiungono gli ottavi nonostante il City degli sceicchi, la seconda si fa il record amaro, 12 punti ed eliminazione per differenza reti.
Arrivi terzo in campionato, c’è il preliminare da fare, maledetto coefficiente italiano; quanto meno sei ‘testa di serie’, dovresti evitare brutte sorprese. Dovresti, il condizionale è d’obbligo, se poi sei il Napoli a maggior ragione. I danesi del Copenaghen, i turchi del Besiktas, i belgi dello Stantard Liegi, i francesi del Lilla e gli spagnoli dell’Atletico Bilbao le possibili avversarie, in ordine crescente di difficoltà. Hai il 60% di possibilità di incontrare una squadra ‘abbordabile’, un 20% ‘abbordabile ma non troppo’, e un 20% per ‘nulla abbordabile’. Sappiamo tutti come è andata a finire, forse lo sapevamo sin dall’inizio, d’altro canto la capacità del tifoso partenopeo di auto-flaggerarsi è ben nota. La chicca finale è il dover disputare la prima al San Paolo e il ritorno al San Mem√©s, catino notoriamente infuocato. Menomale che si era testa di serie, verrebbe da esclamare! Un lungo preambolo prima di presentare i baschi dell’Athletic Bilbao, che come si avrà capito, era la squadra da non beccare. Sgombriamo il campo dagli equivoci, il Napoli ha la possibilità e i numeri per eliminare i baschi, ma sarà tutto fuorch√© agevole.
ATHLETIC CLUB BILBAO. RECORD E PALMARES: L’Athletic Club condivide un record con Barcellona e Real Madrid: non esser mai retrocesso nella serie B iberica. Nella sua bacheca i baschi possono contare 8 campionati, l’ultimo nel 1983-84, anno anche del 23¬∞ e ultimo successo in Coppa del Re. L’anno successivo l’ultimo trofeo vinto, ovvero la Supercoppa di Spagna. Negli ultimi anni due finali di Coppa del Re perse e nel 2011-2012 la finale di Europa League persa nel derby tutto spagnolo con l’Atletico Madrid. Nell’ultimo campionato i biancorossi sono arrivati quarti, alle spalle delle tre grandi del calcio iberico, collezionando 70 punti (+7 dal Siviglia quinto), frutto di 20 vittorie, 10 pareggi e 8 sconfitte, con 66 reti all’attivo e 39 al passivo.
‘NON PASSA LO STRANIERO’. Una delle prerogative che regala eterno fascino alla società basca, fondata nel 1898, è la politica di tesseramento di soli giocatori baschi o di origini basche. Una tradizione rinnovata con forza dopo un sondaggio che ha visto premiato la volontà da parte dei Los Leones (come sono noti i tifosi dell’Athletic) di non tesserare stranieri nelle fila del proprio club. Un secondo sondaggio ha ‘allentato’ in parte questa secolare scelta autoctona, dando al club, la possibilità di tesserare giocatori stranieri con origini basche, di prima generazione o che abbiano iniziato a giocare nelle giovanili di squadre basche.
EUSKADI: I PAESI BASCHI. La storia di questo club non può prescindere dalla storia e dalla conoscenza dei Paesi Baschi, territorio a cavallo dei Pirenei, che si affaccia sul Golfo di Biscaglia, estendendosi tra Francia e Spagna. Bilbao in Biscaglia è con Pamplona (Navarra) uno dei principali centri della regione, che da sempre chiede autonomia, se non indipendenza dal potere centrale madrileno. Una storia che vale la pena conoscere e approfondire, ora però torniamo nei nostri confini calcistici, e andiamo a vedere la rosa della squadra spagnola.
LA ROSA. L’unico straniero presente in rosa è il transalpino Aymeric Laporte, nato ad Iperraide, regione basca in territorio francese (come Lizarazu, l’altro straniero avuto in rosa nel 1996-97), difensore centrale classe 1994, corazziere di 190 cm per 85 kg. Una delle bandiere per i rojablancos è Andoni Iraola, terzino con il vizietto del gol. In difesa oltre al portiere Iraizoz Moreno, il capitano della squadra, Carlos Gurpegi che ha alle spalle una storia di doping, una pena di due anni scontata, per poi essere successivamente riconosciuto innocente. A centrocampo perso il forte Ander Herrera, ceduto al Manchester United, il perno è Ander Iturraspe, classe 1989, capace di regalare equilibrio e geometrie alla squadra, che ha in attacco tre prezzi pregiati: Munain stella e capitano dell’under 21 spagnola, il Messi basco capace di dribbling fulminei e mortiferi, Susaeta, ala destra con una presenza e un gol in nazionale maggiore e Aduriz, la punta centrale, che con le sue 37 reti messe a segno in 60 presenza ha fatto subito dimenticare la partenza di Llorente.
IL NUOVO STADIO, CONTINUIT√Ä E TRADIZIONE. Il ritorno si giocherà al San Mem√©s, stadio che prende il nome dalla chiesa dedicata al martire cristiano Mem√©s (Mamante), che sorge nelle sue vicinanze,. Inaugurato nel settembre del 2013, il nuovo impianto ha sostituito il vecchio e demolito San Mem√©s, noto in Spagna comae La Catedral. Lo stadio ancora incompleto ha attualmente una capienza di 38000 unità, a lavori terminati gli spettatori potranno essere oltre 53000.
EL DERBY ESPANOL. Per Benitez, Albiol, Callejon e il neo acquisto Michu sarà un vero e proprio derby da vincere a tutti i costi. Non sarà facile, ma ribadiamo con convinzione: al netto della simpatica dea bendata che ai sorteggi (e non solo!) è solita prendersi gioco di noi, il Napoli, nonostante la rosa incompleta, un mercato deludente e statico, ha tutto per superare lo scoglio basco e partecipare alla fase a gironi della Champions’ League 2014-15.




