Tocca a Belgio ed Algeria aprire le ostilità nel raggruppamento H dei Mondiali di Brasile 2014. Scenario della sfida è lo Stadio Minerao di Belo Horizonte. La formazione belga si riaffaccia sul palcoscenico mondiale dopo 12 anni (ultima apparizione Brasile-Belgio 2-0 nel 2002 ndr), trascinata dal talento cristallino di Heden Hazard, giocatore rappresentativo di una squadra che ha fatto vedere un bel calcio nel girone di qualificazione. Dall’altra parte, l’Algeria, la squadra africana che occupa il posto più alto nel ranking mondiale. I Diavoli Rossi si schierano con un robusto 4-5-1 con Lukaku unica punta, speculare il modulo schierato dalle Volpi del Deserto. Arbitro della sfida è il messicano Marco Rodriguez.
Il Belgio, complice la pressione data dal tanto atteso esordio, parte contratto e l’Algeria ne approfitta facendo girare bene il pallone. Il primo quarto d’ora di gioco è un po’ bloccato, con i Diavoli Rossi che continuano a sbattere sulla ”muraglia” approntata dagli africani. Al 17′ Mahrez si libera di Van Buyten e calcia da posizione defilata colpendo solo l’esterno della rete.
Al 20′ lampo belga, Witsel prende palla centralmente e lascia partire un gran tiro dal limite dell’area su cui è bravo a respingere Mbolhi. I rossi iniziano a guadagnare terreno, l’Algeria risponde in modo ordinato.
Al 23′ l’episodio che stravolge gli equilibri della prima frazione. Lancio di Bentaleb che pesca Ghoulam sulla sinistra, il terzino del Napoli lascia partire un cross velenoso nel mezzo dell’area di rigore su cui si avventa Feghouli che anticipa nettamente Vertonghen. Il difensore belga, preso in controtempo, commette fallo, l’arbitro messicano non ha nessuno dubbio: è calcio di rigore ed ammonizione per il difensore belga. Sul dischetto si presenta lo stesso giocatore del Valencia, che spiazza Courtois : Algeria in vantaggio. Il Belgio colpito duramente, prova a reagire senza però riuscire a superare la robusta difesa degli africani, che attendono e ripartono in contropiede.
Al 29′ primo lampo di Hazard che salta due avversari e viene steso da Tayder.
Al 34′ Bell’intervento di Mbolhi che vola a deviare in angolo un gran tiro ancora di Witsel.
Il Belgio continua ad affidarsi (senza particolare successo ndr) alle conclusioni dalla distanza, sintomo questo, di un’evidente difficoltà ad imporre il proprio gioco.
Al 43′ Hazard accende la luce con una bella penetrazione palla al piede in area di rigore, ma il tiro di Chadli colpisce in pieno il portiere avversario. Il primo tempo si chiude col vantaggio algerino dopo un minuto di recupero.
Wilmots corre ai ripari e, nell’intervallo, sostituisce uno spento Chadli col napoletano Dries Mertens. Il Belgio cerca il pareggio in modo disordinato, Mertens si mette subito in evidenza con un paio di buone accelerazioni. La manovra degli uomini di Wilmots è lenta e l’Algeria riesce sempre a riposizionarsi.
AL 64′ Mbolhi si supera con un intervento di piede su Origi (subentrato al58′ ad uno spento Lukaku ndr) lanciato a rete. Le Volpi del Deserto iniziano ad accusare un po’ di stanchezza sul piano fisico, il Belgio prova ad approfittarne. Al 58′ Wilmots indovina il cambio giusto: fuori Dembel√© dentro Fellaini.
Al 70′ Il Belgio trova il pareggio. Cross di De Bruyne ed inzuccata vincente proprio del centrocampista del Manchester United (alla 7a rete coi Diavoli Rossi ndr) al centro dell’area.
Il Belgio inizia ad alzare il ritmo. L’Algeria fa molta fatica ad arginare la marea rossa.
Al 79′ vantaggio belga. De Bruyne recupera palla, Hazard parte palla al piede e serve Mertens al limite dell’area, l’attaccante del Napoli controlla e lascia partire un gran tiro su cui nulla può Mbolhi.
All’ 81′ Mbolhi si supera ancora su Fellaini deviando in angolo. L’arbitro manda le squadre negli spogliatoi dopo 3′ di recupero.
Vittoria in rimonta, dunque, per il Belgio, capace di raddrizzare una partita che sembrava destinata ad un triste epilogo. Buona prova delle Volpi del Deserto fino al 70′, poi il pareggio di Fellaini e il sopraggiungere della stanchezza, impediscono agli africani di condurre in porto la vittoria.
Giovanni Tafuto




