Porto-Napoli 1-0. Angeli & Demoni: aggrappati a Reina, attacco spuntato

Tutto è ancora in gioco. Dalla trasferta di Oporto il Napoli porta a casa una sconfitta che non mina più di tanto le ambizioni di qualificazione degli azzurri. L’1-0 mette ancora tutto in discussione e al San Paolo, con la spinta dei 60mila, i partenopei potrebbero davvero trovare le motivazioni giuste per ribaltare il risultato.

Angeli

1) Josè Carlos REINA – C’è sempre lui tra i migliori in campo. Due gli interventi superlativi che tengono a galla gli azzurri: nel mezzo la solita grinta da leader, guida dalla porta tutto il reparto, trasmettendo costantemente sicurezza a tutta la squadra. Caro Bigon, perch√© non stringiamo i tempi per trattenerlo?

2) Miguel Angel BRITOS – Gioca un po’ a sorpresa al fianco di Albiol, risponde finalmente presente alla chance concessagli da Benitez. Preciso e pulito su tanti interventi, è anche grazie a lui che gli azzurri non soffrono i centimetri del Porto sulle palle alte.

3) Adriano Buss HENRIQUE – Anche lui rientra tra le mosse a sorpresa del tecnico spagnolo. √à un difensore ma gioca a centrocampo e lo fa con personalità: non spicca per le doti tecniche, ma ci mette il mestiere, la grinta del combattente per limitare il raggio d’azione di Fernando e soci. Deve ancora crescere la condizione, ma i primi segnali sono incoraggianti.

Demoni

1) Gonzalo HIGUAIN – Il Pipita è il grande assente al “Do Dragao”. Nel primo tempo soffre la mancanza di palloni giocabili, nella ripresa però si di ora letteralmente due occasioni. Due le gare di fila in cui è rimasto a digiuno, magari al San Paolo…

2) Marek HAMSIK – Mal di Mare-k. Il gioco di parole rende a pieno l’idea del momento difficile vissuto dallo slovacco. Manca la lucidità, lo smalto e la cattiveria dei giorni migliori. Fa sicuramente meglio rispetto alla gara di campionato con la Roma, ma da uno come lui Napoli e il Napoli si aspettano molto di più. Coraggio capitano.

3) Lorenzo INSIGNE – Stavolta l’ha steccata anche lui. Mai uno spunto degno di nota, gli spazi c’erano ma è mancata la forza, l’esplosività, per avere la meglio sul diretto avversario. Peccato, sarà per la prossima.

Francesco Auricchio