Il giorno successivo alla magica notte del San Paolo, riflettori puntati ancora sul presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis. Il patron ha parlato ancora ai microfoni di Radio 24, si parte – ovviamente – dalle splendide emozioni vissute ieri sera nell’arena di Fuorigrotta: “Il calcio è adrenalina pura. Ricordo le emozioni del ritorno in B, del ritorno in A, dell’Europa. La vittoria sul Chelsea ed il Borussia e l’Arsenal. Ho sentito Verdone (grande tifoso giallorosso, ndr), mi ha detto che dopo il primo gol aveva già capito purtroppo come andava a finire. Non finisce qui, però, perchè avremo un’altra sfida alla Roma in campionato a marzo e ci sarà anche lui, ma non con me!”
Con Benitez subito un grande feeling: “Ne sono rimasto incantato fatto alla prima colazione che lui mi offr√¨. Sembrava mio padre, mio fratello, un amico. Mi ha impressionato, dopo due ore non ci ho pensato più, avevo capito che era l’uomo giusto per me. Gli ho dato fiducia completa”.
Da Mazzarri a Benitez, come è cambiato il volto del club azzurro: “Usano metodi di lavoro diversi. Benitez non usa il 3-5-2, nessuno lo fa in Europa. Il 4-2-3-1 è il modulo che i campioni prediligono, questo ci poteva creare problemi inizialmente ma si doveva cambiare. Dovendo dare via Cavani, che diceva di aver chiuso il suo percorso a Napoli ed era scontento, abbiamo ideato un attacco senza egoismi, con tutti che dovevano andare in rete e non solo un giocatore. Cos√¨ sono arrivati Mertens, Callejon e gli altri. Con Mazzarri c’era timore di inserire nuovi giocatori, ad esempio Vargas che è in prestito in Spagna ed ha subito fatto un gol ed un assist. Da noi è stato un fantasma e l’abbiamo pagato tanto perchè era un pallone d’argento sudamericano”.
Ieri un gradito ritorno, quello di Maradona al San Paolo: “Ha avuto questi problemi col fisco ed era difficile vedersi o darsi appuntamenti. Lui potrebbe essere un fantastico ambasciatore. Il Napoli ha 6 milioni di tifosi in Italia ed altrettanti nel mondo e lui può essere il nostro ambasciatore ad esempio in Usa o Inghilterra, oltre che in Sudamerica ed in Oriente. Noi ci stiamo globalizzando e quando gli Usa e la Cina diranno la loro, più di quanto stanno già facendo, dovremo adeguarci”.
In finale contro il suo grande amico Della Valle: “Io e lui siamo già soci, probabilmente giocheremo il 7 maggio, poi il 29 saremo assieme a Roma per tagliare il nastro del più grande parco tematico del mondo. Dividere la Coppa? Il Napoli deve vincere. Mi sono preso una responsabilità, una promessa che ho mantenuto perchè il Napoli ha vinto. Al massimo possiamo far finire la finale in parità e poi il Napoli vince ai rigori. Non voglio rinunciare a questo trofeo”.




