Mistero risolto. O quasi. L’infortunio di Valon Behrami ha aperto una querelle tra società e giocatore che potrebbe finalmente chiudersi venendosi incontro a metà strada. Ricostruiamo la vicenda: in seguito al trauma contusivo, il centrocampista svizzero è stato visitato dallo staff medico azzurro e dal professor Mariani a Villa Stuart in cui non era stata riscontrata alcuna frattura. Niente operazione insomma.
La svolta arriva con il secondo consulto medico tenutosi in Germania: ad Augsburg i luminari tedeschi hanno di fatto ribaltato la diagnosi, parlando di un’operazione assolutamente necessaria per il completo recupero. Scende in campo anche la Federcalcio svizzera che con un comunicato stampa pubblicato sul sito ufficiale, annuncia l’imminente intervento: “Behrami (28) si porta dietro il problema al piede già da qualche tempo. Durante un recente allenamento con la squadra italiana, il giocatore ha ricevuto un ennesima botta al piede. Per questo motivo lo svizzero ha dovuto rinunciare alla sfida di campionato contro la Sampdoria di luned√¨ scorso. √à da un mese che ho questi dolori, spiega il giocatore. Negl’ultimi giorni il dolore è aumentato, perciò ho deciso di sottopormi l’intervento. Ma sarò di ritorno tra sei settimane! Behrami non vuole mettere a rischio la presenza alla Coppa del Mondo, per questo motivo nei prossimi giorni si sottoporrà ad un intervento in una clinica specialistica in Germania. La convalescenza inizierà in Ticino. Se tutto va bene, il giocatore del Napoli potrà essere a disposizione del tecnico rossocrociato, per l’amichevole del 5 marzo contro la Croazia.
Situazione chiarita poi direttamente dal club azzurro che, in accordo col giocatore, ha deciso di effettuare un ulteriore consulto: “La SSC Napoli, in accordo con Valon Behrami, comunica che il calciatore effettuerà nei prossimi giorni un ulteriore consulto con uno specialista di fama internazionale per stabilire se l’operazione al piede sarà necessaria o meno”. Possibile dunque un viaggio in Spagna, a Barcellona, per una visita dal professor Villarubia.
Francesco Auricchio




