Benritrovati al nostro decimo appuntamento con la rubrica del mercoled√¨ targata SportCampania.it, Chi l’ha visto‚Ķin campo!. Oggi parleremo di Royston Rickie Drenthe, calciatore olandese con origini surinamesi classe 87′, attualmente in forza al Reading, che molti ricordano più per la somiglianza al suo connazionale e più blasonato Edgar Davids che per le prestazioni viste in campo.
GLI INIZI. Drenthe comincia la sua carriera nel mondo calcistico con il Feyenoord, dove giocherà in tutte le squadre del settore giovanile del club olandese. Qui riesce subito a mettere in mostra il suo talento ma anche il suo brutto carattere che gli costerà una sospensione dalla squadra B del Feyenoord con retrocessione in squadra C. Terminata la sospensione, viene utilizzato vede il campo pochissime volte, complice anche il cattivo rapporto con il tecnico Marcel Bout, decidendo a fine anno di trasferirsi all’Excelsior di Rotterdam, società satellite del Feyenoord. Con i rossoneri gioca due anni, dove viene impiegato per la prima volta come terzino sinistro, riuscendo a migliorare sotto l’aspetto tecnico e mentale. Tant’è che questa maturazione non sfugge agli osservatori del Feyenoord che decidono di farlo ritornare all’ovile. Nel 2005 fa il suo ritorno nel primo club di Rotterdam, diventando capitano della squadra giovanile e conquistando l’ambiente biancorosso dopo una memorabile tripletta ai rivali dell’Ajax nella Otten Cup.
ESORDIO DA PROFESSIONISTA. I successi nel settore giovanile ben presto gli consegnano le prime convocazioni in prima squadra e poi il contratto da professionista, sempre con la maglia del Feyenoord. Il neo allenatore dei “Kameraden” Erwin Koeman lo fa debuttare in prima squadra nel match contro il Vitesse. L’anno successivo, nella stagione 2006/07 gli olandesi acquistano nel suo ruolo il belga L√©onard che insieme al già titolare Bosschaart, sembrano togliere gli spazi al giovane Drenthe, ma grazie alla sua duttilità tattica riesce a farsi valere anche in altri ruoli, come quello di ala e di centrocampista centrale, conquistando presto un posto da titolare.
L’ARRIVO A MADRID. L’Europeo Under 21, importante vetrina del calcio giovanile, mette in mostra la classe di Royston che, grazie alle sue prestazioni, porta al successo gli “Oranges” nella competizione giocatasi proprio nei Paesi Bassi. In questa occasione, il Real Madrid si interessa al jolly olandese e nell’agosto dello stesso anno arriva a Madrid in un’operazione da 14 milioni di euro. L’arrivo in casa dei “Galacticos” promette bene, al suo debutto in Supercoppa di Spagna contro il Siviglia, realizza la rete del momentaneo pareggio, la gara poi finirà con la vittoria per la compagine andalusa. In campionato riesce a ritagliarsi un po’ per volta i propri spazi, giocando spesso da titolare alternandosi nel ruolo di terzino sinistro e di centrocampista centrale, ma l’improvviso sbocciare di un certo Marcelo e la fortissima concorrenza nel centrocampo delle “Merengues”, ne condizionano l’impiego venendo utilizzato il più delle volte a partita iniziata.
Il primo anno a Madrid non è da buttar via, Drenthe riesce a collezionare 18 presenze realizzando anche due reti. Negli anni successivi viene utilizzato sempre meno dai vari allenatori che si susseguono alla guida dei “Blancos”, prima Juande Ramos, poi Pellegrini ed infine lo Special One Mourinho, non credono in lui.
DAI BLANCOS ALLA COSTA BLANCA. Relegato ormai nei meandri della panchina del Real Madrid, Drenthe accetta di passare in prestito alla neopromossa Hercules, compagine della città di Alicante, dove trova un attaccante di classe mondiale, David Trezeguet appena trasferitosi anch’egli in Costa Blanca. Con la maglia dei biancoblù disputa 17 partite realizzando 4 reti senza però evitare la retrocessione in Segunda Division.
THE PEOPLE’S CLUB EXPERIENCE. Terminato il prestito con l’Hercules, Rosyton fa ritorno a Madrid solo per accettare la sua prima esperienza inglese. Il giocatore arriva a Liverpool sponda Everton con la formula del prestito secco; con la maglia dei Toffees disputa una buona stagione, trovando la stessa continuità che lo aveva contraddistinto nella precedente stagione con l’Hercules e realiazzando anche 3 reti in 21 partite di Premier League.
LA PARENTESI RUSSA. Scaduto il prestito all’Everton, finisce anche il suo impegno contrattuale con il Real Madrid, che non rinnova con Drenthe che si ritrova svincolato e senza squadra a soli 25 anni.. Nell’agosto del 2012 sembra vicino il suo approdo in Turchia con il Besiktas, le cifre parlano di un contratto quadriennale con un ottimo ingaggio, ma la notizia sull’accordo viene smentita poco dopo. Viene poi accostato alla Roma e Lazio, che sembravano interessate all’ingaggio del giocatore olandese, ma poi l’interesse svanisce. La sessione del mercato estivo termina e Drenthe è ancora a spasso senza squadra, e si troverà in questa condizione fino a dicembre, quando riesce a trovare il giusto accordo con l’Alanija Vladikavkaz, compagine causasica militante nella massima serie del campionato russo. In Russia, a causa della sua scarsa condizione fisica, disputa solo 6 partite che gli bastano per mettersi in evidenza con la maglia dei giallorossi, con cui realizza 3 reti tutte messe a segno nella gara contro il Mondrovija Saransk.
COME BACK IN ENGLAND. L’esperienza in Russia aiuta molto Drenthe che a giugno del 2013, tramite il suo agente, annuncia il suo passaggio al Reading, compagine della città di Berkshire partecipante alla Football League Championship, con ambizioni di promozione. Per Royston si tratta di un ritorno in Inghilterra dopo la breve, seppur positiva, parentesi con la maglia dell’Everton. Tra le fila dei Royals gioca con continuità ed è al centro del progetto della compagine biancoblù che gli ha affidato l’importante compito di indossare la maglia numero 10, che nell’ambiente calcistico è il numero dei grandi.
Gianfranco Collaro




