Il 2013, che si avvia ormai alla conclusione, è stato un anno di luci ed ombre per la Salernitana, o per meglio dire un anno “spaccato a metà”.
Primo semestre da incorniciare per i granata che nel girone di ritorno della Seconda Divisione danno vita ad una galoppata vincente che consente di chiudere il campionato con quattro giornate di anticipo. Secco 5-1 in trasferta al Fondi e campioni in carica per il secondo anno consecutivo.
La marcia trionfale dei granata non si ferma e la Salernitana batte sia in trasferta (0-3) che in casa (2-1) il Pro Patria e si aggiudica anche la Supercoppa di Lega.
Ma nei mesi di giugno e luglio, si inaspriscono gli animi in casa granata; divergenze societarie, giocatori non riscattati, il campionato va in ferie e la dirigenza va in vacanza.
Tanti i dilemmi in casa Salernitana: Mariotto si? Mariotto no? Susini lascia? Quale sarà il ruolo di Giubilato? Le risposte non arrivano e la società organizza il ritiro, spezzettato, con la squadra che gira di città in città, e con la dirigenza che non pensa affatto ad allestire una squadra degna della Prima Divisione.
La compagine granata vince il campionato abbondantemente in anticipo sul campo ma di nuovi acquisti e di organizzazione della rosa non se ne parla; un solo volto nuovo Gigi Grassi dal Pontedera.
Ecco che arriva il fulmine a ciel sereno; il giorno prima del ritiro, Perrone lascia. Al suo posto Stefano Sanderra, “mister leggenda”, il trainer laziale che con un’ impresa ha regalato una promozione storica in serie B al Latina.
Nel mercato tante le bocciature: Blachard, Miglietta e Agodirin non accettano di vestire il granata, Murolo preferisce Castellammare di Stabia a Salerno, Mariotto nel frattempo va via e non consegna il contratto di Troiano in Lega, e così il centrocampista che doveva vestire il granata si accasa al Virtus Entella.
La Salernitana è nei “pasticci”; la preparazione va avanti ma di nuovi acquisti nemmeno l’ombra.
Sul finire della sessione estiva di mercato, la svolta. Arrivano in granata Mendicino, Volpe, Esposito, Siniscalchi, Berardi, Capua, un giovane promettente dalla Vecomp di serie D Nalini; ma il colpo ad effetto che fa ribollire le ambizioni in casa granata è il fantasista Pasquale Foggia.
In uscita altra decisione shock: il neo acquisto Grassi torna al Pontedera in prestito.
I tifosi salgono in cattedra: con Foggia in campo non si può mancare l’appuntamento col festival del bel gioco. Il girone è entusiasmante, con derby e gare da affrontare a viso aperto.
Insomma, lo spettacolo è garantito e sono 5000 gli abbonamenti staccati.
La Salernitana però non gira e stecca in casa alla prima uscita ufficiale in coppa Italia contro il Teramo (0-3).
Va meglio in campionato; all’esordio tra le mura amiche, gli uomini di Sanderra battono in rimonta il Lecce (2-1) ma l’ottimismo pian piano va a scemare. In otto gare la Salernitana racimola soltanto 9 punti. Si cambia guida e riecco Perrone, ma stavolta il mister non fa i miracoli ed i granata sono costretti ad intervenire nuovamente sul mercato tesserando Manuel Ricci e quel tanto osannato Manuel Mancini.
Al 31/12/2013 la Salernitana è fuori dalla zona play-off, in attesa di un nuovo anno e di un mercato sempre più di rivoluzione e non di riparazione. Le scelte tecniche da fare sono tante, la Salernitana ha bisogno di ossigeno e di certo non saranno gli affari last-minute” a garantirlo.
L’augurio è che il 2014 sia veramente un anno nuovo, con un gruppo da Serie B sia in campo che in panchina.




