Fuori a testa alta. Quattro parole per rendere l’idea della straordinaria fase a gironi di Champions disputata dal Napoli. Gli azzurri sul campo lasciano anche l’anima ma non basta. Il Borussia, come nel peggiore degli incubi, spezza il sogno partenopeo a tre minuti dal termine. La ‚Äòmusichetta’, l’urlo del San Paolo, rivitalizza il Napoli: quella apprezzata in Europa è una squadra lontana parente di quella che, nell’ultimo periodo, balbetta in campionato.
Top
1) Gonzalo HIGUAIN ‚Äì Trasforma in oro ogni pallone che tocca. Tocca a lui sbloccare il risultato, purtroppo però il suo quarto sigillo in Champions non vale la qualificazione. Toccanti le lacrime a fine gara, el Pipita è arrivato da poco ma alla maglia azzurra ci tiene e come!
2) Dries MERTENS ‚Äì Giù il cappello alle giocate sempre sontuose del piccolo belga. Dà brio alla manovra azzurra, sforna assist sempre preziosi per i compagni, ieri però è saltata all’occhio anche la straordinaria caparbietà nel rendersi utile anche quando il pallone bisognava riconquistarlo.
3) Rafa BENITEZ ‚Äì Quattro giorni fa era finito tra i flop. Oggi la storia cambia: l’Europa è casa sua, si trova a suo agio. Ne consce ogni piccolo dettaglio. Il 4-2-3-1 funziona sempre: è andata bene ieri con l’Arsenal, capolista in Premier League, ma a patto che tutti ‚Äì proprio tutti ‚Äì partecipino alla manovra sia attiva che passiva. Caso vuole che, ieri sera, zero gol subiti: un particolare da non sottovalutare.
Flop
1) Steve MANDANDA ‚Äì Davvero fatichiamo ad identificare i ‚Äòpeggiori’ nella stratosferica prestazione di ieri. Ne abbiamo trovato uno che, indirettamente, ha inciso più di tutti sull’uscita di scena degli azzurri. L’estremo del Marsiglia, alla vigilia della sfida col Dortmund, aveva promesso massimo impegno, ma il gol del definitivo sorpasso di Grosskreutz sembra quasi un gentile omaggio del portiere francese, un regalo di Natale in anticipo, che ha bruscamente interrotto i sogni di tutti i tifosi partenopei.




