L’avventura dell’Apice nei playoff nazionali di Eccellenza si ferma in semifinale, ma lo fa a testa altissima. Al termine di una gara emozionante e combattuta fino all’ultimo secondo, la formazione beneventana supera il Taranto per 2-1 davanti al proprio pubblico, senza però riuscire a ribaltare il 3-1 maturato nella gara d’andata. A conquistare la finale è dunque il club pugliese, che affronterà il Gladiator nell’ultimo atto della competizione.
Resta però la straordinaria prestazione degli uomini di mister Cioffi, protagonisti di una partita eroica che ha tenuto aperto il discorso qualificazione fino ai minuti di recupero. Un percorso eccezionale quello dell’Apice, capace di arrivare a un passo dal calcio semiprofessionistico e di mettere in difficoltà una corazzata costruita per categorie ben superiori.
L’inizio è subito da brividi. Dopo appena un minuto l’Apice conquista un calcio di rigore che avrebbe potuto cambiare immediatamente l’inerzia della sfida, ma Mastrangelo ipnotizza Mincione dagli undici metri. I padroni di casa non si scoraggiano e continuano a giocare con coraggio, trovando il meritato vantaggio al 38′: altro penalty per l’Apice e questa volta Colarusso è glaciale dal dischetto per l’1-0.
Nella ripresa la squadra di Cioffi rientra in campo con ancora più convinzione. Al 57′ arriva il momento che fa sognare un’intera comunità: Schinnea approfitta di una clamorosa disattenzione della difesa ospite e firma il 2-0, risultato che avrebbe portato la sfida ai tempi supplementari.
Per oltre mezz’ora l’Apice resiste agli assalti del Taranto con ordine, sacrificio e determinazione. I pugliesi aumentano la pressione, trovano anche due reti annullate e sfiorano il gol in più occasioni, ma la retroguardia biancazzurra regge l’urto con grande compattezza.
Quando ormai i supplementari sembravano a un passo, arriva però la giocata che decide la qualificazione. Al 94′ Trombino trova il gol del 2-1, spegnendo i sogni dell’Apice e regalando la finale al Taranto. Un colpo durissimo da assorbire per i padroni di casa, autori comunque di una prestazione che merita soltanto applausi.
Per il Taranto arriva una qualificazione che conferma il valore di una squadra che appare fuori categoria già per l’Eccellenza e che rappresenta una delle realtà più importanti del panorama dilettantistico nazionale. Per l’Apice, invece, resta l’orgoglio di aver compiuto una cavalcata memorabile.
Un applauso va alla società, allo staff tecnico guidato da mister Cioffi, ai calciatori e a tutti coloro che hanno contribuito a scrivere una delle pagine più belle della storia del club. Una piccola realtà del beneventano ha saputo arrivare fino alle soglie della Serie D, sfidando senza timori avversari ben più blasonati e conquistando il rispetto di tutto il calcio campano.
Il sogno si interrompe qui, ma per l’Apice questa semifinale rappresenta soprattutto un punto di partenza e la conferma che con organizzazione, passione e competenza anche i traguardi più ambiziosi possono diventare realtà.





