Oggi alle 16:00 il ritorno della semifinale scudetto. Il tecnico dei gardesani professa serenità, ma teme la bolgia gialloblù. Per i canarini è il passo d’addio allo stadio: da agosto si trasloca ad Agropoli per i lavori di Serie C
SCAFATI – Oggi pomeriggio, alle ore 16:00, il “Giovanni Vitiello” si accenderà per l’atto secondo della semifinale della Poule Scudetto. L’1-1 dell’andata sulle sponde del lago di Garda ha lasciato intatti i destini di Scafatese e Desenzano, ma ha soprattutto ribadito una certezza: il vero e proprio salvatore della patria gialloblù ha un nome e un cognome, Marco Baldan. È stata la sua rete d’autore in rimonta a evitare che i canarini tornassero a casa con l’amaro in bocca, blindando un pareggio d’oro.
Sulla panchina bresciana, mister Marco Gaburro si professa tutt’altro che intimorito e ostenta un’assoluta tranquillità interna. Nessuna ansia per i gardesani, che guardano alla propria prestazione con la forte speranza di conquistare il pass per la finalissima scudetto sul campo neutro di Teramo.
«Mi aspetto comunque una squadra, la mia, che abbia la stessa grinta che ha avuto domenica – ha dichiarato il tecnico del Desenzano –. Sicuramente non sarà una partita semplice perché gli avversari sono agguerriti, sia in campo che sugli spalti. Il tifo della Scafatese è notevole e l’abbiamo notato anche in casa nostra».
I lombardi si dicono sereni, dunque. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il fattore “Vitiello”, il sold out odierno con i ticket omaggio andati a ruba e che oggi farà registrare temperature a dir poco roventi.
La Scafatese in questa stagione ha letteralmente vinto tutto il vincibile, asfaltando il campionato con una cavalcata storica (con l’unica macchia della sconfitta indolore contro il Trastevere). Parlare di un passo falso interno? Ipotesi che l’orgoglio gialloblù non prende nemmeno in considerazione.
Eppure, la sfida di oggi porterà con sé un retrogusto nostalgico: sarà, di fatto, l’ultima volta che la squadra metterà piede nell’ impianto di via Domenico Catalano così come lo conosciamo.
La Serie C è ormai realtà, ma il professionismo impone strutture adeguate. Con l’imminente consegna delle chiavi alla società di Patron Romano lo stadio chiuderà i suoi cancelli per dare il via a i lavori di riqualificazione e adeguamento ai criteri della Lega Pro. Il cronoprogramma è già tracciato: a metà agosto, quando scatterà il semaforo verde per il campionato di terza serie, i canarini saranno costretti all’esilio forzato, traslocando provvisoriamente allo stadio “Raffaele Guariglia” di Agropoli.
Oggi, quindi, non si gioca solo per la finale. Si gioca per salutare la vecchia casa nell’unico modo che Scafati conosce. Vincendo.




