Agerola, l’orgoglio di un territorio: la prima stagione in Eccellenza è già storia

La favola Agerola ed una stagione da ricordare: l’Agerola conquista il rispetto di tutti.

Editoriale di Francesco Nettuno

La corsa dell’Agerola si è fermata in semifinale playoff contro la Battipagliese, al termine di una sfida combattuta, intensa e persa soltanto di misura. Una gara che avrebbe potuto raccontare anche un finale diverso con un pizzico di fortuna in più, ma che non cancella minimamente quanto costruito dalla formazione rossonera nel corso di una stagione straordinaria.

La stessa società, al triplice fischio, ha voluto rendere omaggio all’avversario riconoscendo il valore di una piazza storica come la Battipagliese, realtà che per tifo, tradizione e blasone rappresenta categorie superiori. Ed è proprio questo il dato che rende ancora più importante il cammino dell’Agerola: aver giocato alla pari contro società storiche del calcio campano, dimostrando di meritare pienamente il palcoscenico dell’Eccellenza.

Perché questa eliminazione non può e non deve essere vista come una delusione. Al contrario, rappresenta soltanto un ulteriore tassello di una crescita continua iniziata anni fa. L’Agerola è diventata nel tempo molto più di una semplice squadra di calcio: è il simbolo di una comunità che si è stretta attorno ai propri colori, che si è riconosciuta in un progetto serio e che ha saputo costruire entusiasmo, appartenenza e credibilità.

In questo percorso va sottolineato anche il completamento del nuovo stadio, autentico gioiellino nato dalla sinergia tra il Comune di Agerola e la società rossonera. Un impianto che rappresenta non solo una casa per la squadra, ma anche un segnale concreto della crescita del movimento calcistico locale.

La promozione conquistata nella passata stagione resta una delle pagine più belle della storia del club. Dopo anni passati a ben figurare in Promozione, l’Agerola ha trovato quasi la perfezione grazie al lavoro di mister Giovanni Serrapica e del suo staff. Una squadra costruita con pazienza, mentalità e idee chiare, capace nel momento decisivo della stagione di infilare addirittura sedici vittorie consecutive, chiudendo al terzo posto e dominando poi i playoff fino allo storico salto in Eccellenza.

E quella che poteva essere una semplice comparsa nel massimo campionato regionale si è invece trasformata in una splendida conferma. Fin dalle prime uscite in Coppa Italia Dilettanti, l’Agerola aveva mostrato qualità, organizzazione e personalità. In campionato la squadra allenata da Serrapica si è mantenuta stabilmente tra il terzo ed il quinto posto, riuscendo a battere realtà importanti come Battipagliese, Castel San Giorgio, Salernum Baronissi, Angri e tante altre piazze di grande tradizione.

Risultati che non arrivano mai per caso. Dietro questa crescita ci sono programmazione, competenza e persone che hanno saputo costruire qualcosa di importante passo dopo passo. Il presidente Nicola Acampora, il direttore sportivo Salvatore D’Antuono, il direttore Ciro Longobardi e tutto lo staff tecnico hanno dato solidità ad un progetto diventato modello per tante realtà dilettantistiche campane.

E poi c’è il lavoro di Giovanni Serrapica, allenatore che ha saputo aspettare il proprio momento, fare gavetta e crescere stagione dopo stagione fino a diventare oggi uno dei tecnici più preparati e stimati della categoria. Il suo Agerola ha avuto identità, organizzazione e soprattutto anima.

Quello vissuto quest’anno non è un punto d’arrivo. È soltanto l’inizio di una storia bella, pulita e autentica. La storia di una squadra che è diventata l’orgoglio di un territorio e di una comunità sempre più unita attorno ai colori rossoneri.