La rivolta dei dilettanti: quando il talento conta meno dell’anno di nascita

I campionati dilettantistici campani sono entrati nella pausa che precede la fase decisiva della stagione, con play off e play out pronti a decretare promozioni e retrocessioni. Ma prima che il rettangolo di gioco tornasse teatro di sfide sul campo, è andato in scena un altro tipo di scontro — quello tra i calciatori e il Comitato Regionale Campania.

Durante l’ultimo turno disputato, i giocatori di Eccellenza e Promozione hanno dato vita a un gesto simbolico destinato a far discutere: al fischio d’inizio, giocatori di entrambe le squadre si sono fermati per trenta secondi, braccia conserte, senza muovere un pallone.

Una protesta silenziosa ma eloquente, organizzata contro l’introduzione dell’obbligo del terzo “under” nei ranghi delle rose. Nel mirino c’è la proposta del Comitato Regionale Campania di imporre, a partire dalla stagione 2026/2027, l’impiego obbligatorio di calciatori under (2006/2007/2008 in Eccellenza – 2007/2008/2009 in Promozione).

L’iniziativa si inserisce nello stato di agitazione proclamato dall’Associazione Italiana Calciatori, che aveva già sollecitato un confronto con i vertici federali regionali senza ottenere risposta. A sostenere la causa anche i firmatari di una petizione circolata tra Campania e Lazio: secondo loro, la misura non favorirebbe la crescita dei giovani talenti, ma alimenterebbe la precarietà sportiva a tutti i livelli.

Il punto critico è il meccanismo che si verrebbe a creare nelle rose: molti calciatori sarebbero tenuti in squadra non per meriti tecnici, ma per requisito anagrafico. Una volta superata la soglia d’età prevista dal regolamento, verrebbero esclusi indipendentemente dal rendimento sul campo. Una dinamica ritenuta distorsiva e penalizzante per l’intero sistema dilettantistico.

Non è solo una questione di singole carriere. I calciatori temono che l’accumulo di vincoli anagrafici finisca per incidere sulla qualità complessiva dei campionati, comprimendo lo spazio per i giocatori più esperti e spingendo alcuni verso il ritiro anticipato o il declassamento in categorie inferiori.

La richiesta che arriva dai campi è netta: valorizzare le capacità individuali, non l’età anagrafica. Il clima rimane teso e, in attesa di dialoghi col Comitato Regionale Campania, nelle fasi finali della stagione — proprio quelle che assegneranno i verdetti più importanti — potrebbero arrivare nuove forme di contestazione.