Caos in Perrone-Pozzuoli: aggressioni nel post partita: la denuncia dei flegrei

Doveva essere una gara di calcio dilettantistico, ma si è trasformata in un episodio grave che getta ombre sull’intero movimento. Al termine della sfida tra Pozzuoli Calcio e Perrone Calcio, disputata sabato 11 aprile allo stadio Vincenzo Patalano, la situazione è degenerata in maniera preoccupante, culminando in aggressioni e momenti di forte tensione.

La partita, valida per la ventesima giornata del campionato di Terza Categoria Napoli e terminata 1-1, si è giocata a porte chiuse. Tuttavia, già durante i novanta minuti si erano registrati segnali allarmanti, con tifosi all’esterno dell’impianto protagonisti di minacce, urla e lanci di oggetti verso il campo.

Il quadro è precipitato al triplice fischio, quando numerosi sostenitori sono riusciti a entrare nell’impianto, invadendo prima il terreno di gioco e poi gli spogliatoi. Ne è scaturito un caos generale, tra insulti, minacce e aggressioni ai danni dei tesserati del Pozzuoli Calcio.

A denunciare l’accaduto è stato lo stesso club puteolano attraverso un comunicato ufficiale:

Doveva essere una partita di calcio.

Novanta minuti di sport, sacrificio e rispetto, seppur in un clima surreale imposto dalle porte chiuse.

E invece, quanto accaduto sabato 11 aprile, al termine della gara disputata allo stadio “Vincenzo Patalano” di Lacco Ameno tra Pozzuoli Calcio e Perrone Calcio, valevole per la ventesima giornata del campionato di Terza Categoria Napoli, ha superato ogni limite accettabile.

La partita, conclusasi sul risultato di 1-1, avrebbe dovuto svolgersi in totale assenza di pubblico, nel pieno rispetto delle disposizioni vigenti. Tuttavia, già durante i 90 minuti si sono verificati episodi estremamente preoccupanti: alcuni tifosi, posizionati all’esterno dell’impianto, hanno disturbato il regolare svolgimento della gara con urla, minacce e, fatto ancor più grave, con il lancio di oggetti e sassi all’interno del terreno di gioco.

Un primo segnale evidente di una gestione della sicurezza del tutto inadeguata per un evento che, proprio perché a porte chiuse, avrebbe richiesto un controllo ancora più rigoroso.

Al triplice fischio, la situazione è degenerata in maniera improvvisa e grave.

I cancelli dell’impianto, che avrebbero dovuto garantire isolamento e sicurezza, sono stati aperti — o forse forzati — consentendo a numerosi tifosi di riversarsi prima sul terreno di gioco e poi fin dentro gli spogliatoi. Da quel momento, si è scatenato il caos: minacce, insulti e infine vere e proprie aggressioni ai danni dei nostri calciatori e del nostro allenatore.

Nel contesto generale di tensione, alla rissa che ne è scaturita si sono uniti anche alcuni tesserati della squadra avversaria, verosimilmente istigati dai propri sostenitori, mentre i dirigenti presenti tentavano invano di ristabilire la calma.

Quanto accaduto rappresenta una pagina buia per lo sport dilettantistico. Un episodio che nulla ha a che vedere con i valori che ogni società dovrebbe promuovere e difendere.

In serata sono giunti messaggi di scuse da parte dei dirigenti della Perrone Calcio, indirizzati direttamente al presidente Morra. Un gesto che apprezziamo sul piano umano, ma che non può cancellare la gravità dei fatti né le responsabilità legate alla gestione dell’ordine pubblico e della sicurezza all’interno dell’impianto.

A rendere il quadro ancora più grave è stato il necessario intervento delle forze dell’ordine, che hanno dovuto scortare la nostra squadra fino al porto e accompagnarla al traghetto per il rientro. Una situazione surreale, che nessuna squadra dovrebbe mai vivere al termine di una partita di calcio.

La cattiva accoglienza riservata alla nostra società e le gravi carenze nella sorveglianza della struttura sono elementi sui quali sarà necessario fare piena luce.

Il Pozzuoli Calcio esprime profondo rammarico per quanto accaduto, soprattutto alla luce dei tanti sacrifici che una squadra affronta per una trasferta, e si riserva di tutelare la propria immagine, i propri tesserati e i propri diritti.

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Una vicenda che ora richiederà accertamenti approfonditi, sia sul piano sportivo che su quello dell’ordine pubblico. Resta l’amarezza per un episodio che stride con i valori del calcio dilettantistico, dove passione e territorio dovrebbero prevalere su ogni forma di violenza.