Gaetano Romano è senza dubbio una leggenda del calcio campano. “Il Cobra”, come veniva chiamato da calciatore, ha infatti legato il suo nome a tante piazze importanti della nostra regione, e non solo. Casertana, Benevento, Avellino, Casarano, Acireale, Barletta, Siracusa: sono solo alcune delle squadre alle quali l’ex bomber ha regalato caterve di gol. E tra queste c’è anche il Savoia, al quale è legato un episodio da record. Era il gennaio del 2012 quando Romano approdò a Torre Annunziata: subito schierato in campo da mister Pasquale Vitter nella partita contro il Ferrini Benevento, segnò la bellezza di sei gol (un record) nel match poi vinto 16-0 (un altro record). Dopodiché, la scoperta di un errore da parte della Virtus Carano nel concedere la lista di svincolo e dunque l’impossibilità di proseguire la stagione con la maglia biancoscudata.
Ma è un’esperienza che resta vivida nella sua memoria, come lui stesso racconta ai colleghi di Metropolis: “Per venire al Savoia avevo rifiutato di tutto, perché non volevo concludere la carriera senza aver giocato in una piazza straordinaria come Torre Annunziata. Stavo benissimo fisicamente, ci tenevo a fare bene e mi presentai subito alla grande con quei sei gol a Benevento. Era un onore per me vestire quella maglia ed ero al settimo cielo”. La ribalta nazionale per quella partita fu immediata: “La sera ero a casa sul divano quando mi arriva una telefonata: ‘Siamo di Sky, la mettiamo in diretta’. Pensai subito a uno scherzo, tanto che risposi in napoletano ‘Me fa mal a’ capa, non prendetemi in giro’, ma poi girai sul canale 200 e vidi che era tutto vero!”. Poi il patatrac della Virtus Carano: “La mattina seguente mi dissero che c’era stato questo errore burocratico e che dunque era meglio non giocare per non incorrere in problemi. Pagai di tasca mia il ricorso, ma non ci fu niente da fare. Nonostante, dunque, non potevo essere considerato un giocatore del Savoia, andavo tutti i giorni ad allenarmi e la domenica seguivo la squadra in casa e in trasferta. Rifiutai gli stipendi, volevo solo dimostrare l’attaccamento alla maglia biancoscudata impegnandomi al massimo. E questo, i tifosi l’hanno capito ed apprezzato, tanto che sono rimasto in ottimi rapporti con loro. Mi resta l’orgoglio di quei mesi, di quella partita indimenticabile ed anche della vittoria finale in campionato: ricordo con piacere mister Vitter, il prof. De Maio e tutti i compagni di squadra di allora, con cui sono rimasto in contatto. Credo, in qualche modo, di aver fatto anch’io nel mio piccolo la storia del Savoia. Domenica chiederò alla società oplontina di poter avere una maglia da conservare, visto che alla fine di quell’annata non riuscii a tenerne una”.
Il presente di Romano, però, si chiama Afragolese: “Sto vivendo un bellissimo percorso iniziato l’anno scorso, ringrazio la società che mi ha dato la possibilità di esprimermi nel migliore dei modi per costruire la squadra insieme al mister e al mio staff”. E domenica c’è il big match proprio contro il Savoia: “Sarà una partita affascinante, soprattutto perché dopo 28 anni l’Afragolese è tornata in Serie D. Siamo una società che in questa stagione deve pensare a mantenere la categoria, e affronteremo una squadra fortissima in tutti i reparti, secondo me un gradino sopra tutte le altre del Girone G. Di fronte, però, troveranno un’Afragolese in forma e che si sta esprimendo nel migliore dei modi: li rispettiamo, ma ci teniamo a fare bene. L’auspicio è che si possa vivere una bella giornata di sport, peccato che non potrà esserci la cornice di pubblico che una partita del genere merita. A tal proposito, il presidente Niutta ha contattato il collega Mazzamauro per vedere se ci fosse la possibilità di trasmettere la gara in diretta, con le due società che si accollerebbero le spese dei diritti tv. Speriamo che la cosa vada in porto per permettere a tutti tifosi rossoblù e biancoscudati di assistervi quantomeno da casa”.
La conclusione dell’intervista è dedicata al calciomercato, che chiuderà tra due settimane: “Nella situazione che il calcio dilettante sta affrontando, dobbiamo vivere alla giornata e non si possono fare grossi programmi. Tuttavia, la nostra rosa è completa: anzi, stiamo facendo qualche cessione perché abbiamo un parco giocatori molto ampio. Dopo l’uscita di Prisco ed Arario, qualcuno potrebbe pensare che siamo alla ricerca di un attaccante, ma abbiamo degli esterni importanti che possono giocare anche da punta centrale, oltre ad un Dino Fava che è spaventoso e a 43 anni è da traino per tutta la squadra. Restiamo alla finestra, vediamo se da qui al 30 il mercato ci riserva qualche sorpresa, ma senza l’assillo di dover comprare a tutti i costi”.




