Scrivere la storia non è mai semplice. Non è farlo la prima volta, figuriamoci ripetersi. Eppure c’è chi l’ha fatto. Stiamo parlando di Francesco Tavassi e la sua Polisportiva Santa Maria. Una squadra ereditata nel 2000 dopo quarant’anni di gestione Antonio Carrano, di cui è nipote. Una linea generazionale che cambia, ma che conferma l’impegno e la voglio di trionfare con i colori giallorossi.
“Comu lu sule, comu lu core”. Ci perdoneranno i Sud Sound System se prendiamo in prestito un verso dell’inno del loro Lecce per descrivere la prima squadra di Santa Maria di Castellabate. Il mare c’è. il panorama anche e il calore del Sud certamente non manca. Tratti comuni tra le due squadre, che non rendono sacrilego, si spera, l’adattamento alla ragion d’essere della Polisportiva.
Con Tavassi la squadra ha scritto tratti di storia, prima nel 2016 con l’approdo in Eccellenza per la prima volta, poi con la promozione ufficiale arrivata ieri, in Serie D. Ebbene, Tavassi ha migliorato lo score dell’avo, che all’epoca conquistò la Coppa Collana, nel ’65, e fu medagliato da Artemio Franchi per Meriti Sportivi. Importanti passi sono stati scritti in questa linea parentale che lega i due patron e che non fanno che regalare gioie ed emozioni ai propri tifosi. La Polisportiva nella scorsa annata ha provato, senza riuscirci, nell’impresa di raggiungere il campionato interregionale. Quest’anno la lotta è stata ugualmente ardue, difficile, piena di ostacoli.
Davanti una Palmese con tante ambizioni, quella dei play-off in primis, poi quella di mantenere il primato, dopo il girone di andata da capolista. Campioni d’inverno, sì, ma si festeggia a giugno. Diceva così qualcuno. E ci perdonino i supporter rossoneri, ma ora è proprio la Polisportiva a gioire con entusiasmo, ma con qualche pizzico di amarezza per non aver chiuso il campionato e soprattutto per non aver esultato su quel campo che ha tanto da raccontare. Un campo intitolato proprio allo storico patron Carrano, che avrebbe potuto idealmente stringersi con Egidio Pirozzi e i suoi per il traguardo raggiunto, quel nastro stracciato all’ultimo passo della corsa.
Ago della bilancia fu proprio lo scontro diretto e ora con cinque punti a distanziare la squadra allenata da Luigi Sanchez arriva il pass per il prossimo gradino, quello dell’interregionale.




