Con l’emergenza sanitaria, ahi loro, le mogli e le fidanzate dei calciatori possono godersi i loro mariti, senza l’intrusione del calcio. Fine settimana con i compagni di vita, che hanno scelto nonostante le assenze, gli impegni, i ritiri, le trasferte. Donne magari sportive, magari no. Donne che dividono il proprio uomo con una lavoro particolare, quello di giocatore. Le chiamano wags e spesso sono il bersaglio di offese o insulti, perchè responsabili di questa o quella scelta di maglia del consorte. Con la nostra redazione abbiamo deciso di navigare nel mondo del lato femminile dei calciatori con la nostra rubrica “Wags a chi?” Non solo veline.
Ad inaugurare la nuova rubrica Alessandra D’Alessio, pallavolista della Molinari Napoli nonchè moglie di Raffaele Poziello, mezzala e attaccante del Nola. Sposati da 2 anni, insieme da cinque considerando anche il fidanzamento. I due dividono la vita con lo sport. Lui sul manto erboso, lei sul parquet: “Beh la domenica sono in ansia più per le sue partite che per le mie -racconta Alessandra D’Alessio -E quando perdiamo entrambi, si prospetta una settimana pessima… almeno fino alla prossima gara”.
Vita impegnativa, fatta di impegni, di sacrifici, ma anche di gioie e di soddisfazione. Poziello dentro il campo lo si conosce, per il lato fuori dal campo ci pensa Alessandra: “Raffaele e un gran professionista, dentro ma sopratutto fuori dal campo, partendo dall’alimentazione (pollo a volontà), ai rapporti con colleghi, allenatori o direttori… La sera non si esce. Solo il lunedì e forse qualche giovedì, ma a mezzanotte come cenerentola, tutti a casa! Raffaele e un giocherellone, devi sempre stare attenta agli scherzi, però in casa si ride sempre. Questo è il lato che preferisco di lui, riesce sempre a farmi ridere ed e un impresa ardua perché sono una musona”.
Alessandra prima tifosa di Raffaele, Raffaele il primo tifoso di Alessandra. Una coppia legata da tante piccole cose, ma anche dallo sport: “Lui non è solo il mio primo tifoso, crede in me, nella mia bravura… più di me. Mi ha insegnato a credere in me stessa e a comportarmi da professionista. Anche lui devo quei piccoli successi raggiunti”. Già lo sport, un aspetto, che probabilmente, difficilmente non sempre è facile comprendere, specie quando si torna a casa con una sconfitta o con un allenamento negativo.
Il Covid-19 ha sconvolto non solo il mondo del calcio, ma di tutto lo sport. La scorsa settimana è arrivato lo stop definitivo del volley dalla Federazione: “Credo che sia la scelta giusta. Con la salute non si scherza, anche se dal punto di vista delle società, degli investimenti fatti e dei risultati raggiunti o potenzialmente raggiungibili non è giusto. I sacrifici di tutti sono stati vanificati ma per un buon motivo, salvare delle vite”.
Così come per i calciatori, anche per gli altri atleti la lontananza è dura: “Posso parlare in questo caso a nome di tutti gli atleti, la pallavolo ci salva la vita e starci lontano e un tormento -racconta la pallavolista- Ma torneremo sicuramente più vogliosi e determinati”.
La Fipav intanto lavora e riflette sul futuro delle società, come riuscire ad arginare i danni economici alle società: “Sicuramente anche la pallavolo è un settore colpito dalla crisi data dal Covid-19, ma il nostro presidente Gennaro Nappo come ogni anno si impegnerà al massimo per mantenere alto il nome del Molinari”.
E proprio sulla Molinari arriva un bilancio stagionale, nonostante una chiusura anticipata e forzata: “Abbiamo lavorato bene, l’allenatore Luciano Della volpe e il Capitano Elena Drozina sono tra i migliori da cui imparare, infatti il nostro gruppo essendo molto giovane ha assorbito tutti gli insegnamenti riuscendo a togliersi molte soddisfazioni al girone di ritorno”.
Ph Credit il CignoArt




