Rosario Campana, il semiprofessionismo e ripresa: “Dalla C in giù la vedo dura. Dobbiamo lavorare con serietà”

Secondo appuntamento con Sport Campania Live, ospite per questo nuovo incontro del lunedì il tecnico Rosario Campana, ex Ctl Campania, Ercolanese e Città di Gragnano. L’allenatore napoletano si è soffermato a ragionare sul momento che investe il calcio ai tempi della pandemia da Covid-19.

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Di seguito uno stralcio di dichiarazioni rilasciate durante la diretta sul nostro canale Instagram.

“Sento tutti i giorni Amil, spero che tra una decina di giorni possa raggiungerci”. – Il primo pensiero di Campana è tutto per Gassama, poi parla della sua quarantena – “Vedo tante partite, tra dvd e chiavette. Leggo i vostri articoli, poi qualcosa lo scriviamo sui social, insomma ci teniamo occupati. Speriamo di uscire da questa situazione per poterci finalmente rilassare un poco. In questo periodo sono tutti virologi, politici, poratori della verità, ma io penso che le persone dovrebbero parlare in base alle proprie conoscenze.” – Sull’ipotesi di conclusione dei campionati, il tecnico napoletano ha un pensiero preciso – “Ragionando sulle logiche, io penso che dalla C in giù sarà molto difficile concludere i campionati. Non debellando questo virus, non so quale potrebbe essere la certezza che metterebbe tutti i calcaitori in una situazione di tutelare la loro salute. In A e B è diversa, possono stare in ritiro e sempre in osservazione, mentre dalla C in poi è tutto diverso, i calciatori tornano a casa e pure dal punto di vista logistico non è favorevole organizzare la trasferte. In qualche modo finiranno i campionati, penso che un Bitonto che vada in C, gli altri possono pensare anche ad un ripescaggio. Un’Afragolese che sta ammazzando il campionato, se va in D non si fa un torno a nessuno, non sarà un’ingiustizia. Se poi contano prima le polemica, sarà sempre tutto opinabile, ma nella vita cosa è giusto al 100%?. Sento che le società hanno difficoltà a concludere anche questo campionato, figuriamoci a farne due in linea di continuità”. – Argomento imporante è anche quello di introdurre il semiprofessionismo in Eccellenza, che negli ultimi giorni è stato molto discusso tra gli addetti ai lavori – “Anni fa c’era il semiprofessionismo, ora non esiste più. Secondo me bisogna rimettere qualcosa del genere, magari tutelandoli con una ritenuta d’acconto come formula, che poi andrebbe a tutelare anche le società, che avrebbero la possibilità di scaricare tutto. Sarebbe comunque la migliore soluzione. Diritti tv anche per la Serie D? Sono tante squadre, se si destina una quota si rischia di dividere ben poco, magari si potrebbero trovare accordi con le televisioni locali”. – Arrivano attestati di stima durante la diretta –“Tra le mie caretteristiche di allenatore, ho sempre dato una certa mentalità alla squadra, poi è andata come è andata. Nonostante tutto, mi fa piacere di aver lasciato un buon ricordo a Gragnano, dove comunque ci sono stati calciatori che poi hanno raggiunto categorie superiori, come Gassama, o che stanno disputando ottimi campionati come Tascone, senza dimenticare Martone”. – Sulla possibilità di introdurre la quinta sostituzione e sul maggiore uso della tecnologia – “Quinta sostituzione? Una buona soluzione, ma Galliani parla perchè ha Berlusconi alle spalle e quindi potrebbe farne quindici di campionati. Faccio l’esempio con la Turris, il presidente ha investito tanto, ma attualmente sta vivendo un periodio di difficoltà con la sua azione e giustamente deve prima pensare a questo aspetto e poi alla squadra. Sulla tecnologia, io darei maggior potere al VAR, anche se qualcuno è restio al cambiamento e si fa sempre qualche polemica, ma tutti gli arbitri sono esseri umani e qualcosa può sfuggire a loro, specialmente con i ritmi di gioco attuali. Quindi, anche se una partita dura di più, ben venga che sia maggiormente aiutato dalla tecnologia. Fallo di mano? Sarà sempre il dogma del calcio, io dico ‘se prendi la palla con le mani, che sia volontario o no, resta sempre fallo di mano’, poi io sono per le innovazioni, mi fa piacere quando si portano nuove soluzioni, che però non scalficano il calcio stesso, restando sempre nel piano romantico della disciplina. Ritornando alla sostituzioni, per me cinque potrebbero andar bene, tra i dilettanti ormai sono state inserite, io magari le farei fare in step e non cinque consecutive, ad esempio la prima possono entrare due poi tre”. – Una battuta su Cipriano Coppola – “Ho avuto la fortuna di lavorare con lui, conosce tutti i particolari dei calciatori, sia dal punto di vista tecnico che caratteriale. Una persona di cui ci si può fidare. Anche con lo stesso Gassama c’è stato il suo assenso, perchè io da allenatore posso segnalare, ma poi chi visiona è il direttore. Credo che Cipriano Coppola sia un valore aggiunto per qualsiasi società campana”. – “Si deve lavorare e credere nei ragazzi. Voglio vedere Secondigliano, che per me è il Brasile della Campania, la nostra regione è una fucina di telanti”. – Un Campana quest’anno fermo, ma non mancano gli attestati di stima – “Mi fa piacere ricevere attestati di stima, ora che sono fermo. In principio ho avuto dei problemi familiari e non ho potuto accettare la panchina dell’Ancora, con grande rammarico, ma ho segnalato molti calciatori. Sono stato chiamato dall’Altamura, ma anche dal Pomigliano. Quando ho risolto i miei problemi ho parlato con l’Albanova ma non abbiamo raggiunto l’accorodo, sono stato contattato dal Gladiator dopo l’addio di Borrelli, ma anche dal Taranto, poco prima dell’arrivo di questo virus, ed eravamo molto vicini. Un anno fermo dispiace, ma ho fatto conoscenza di altre cose. Spero che questo virus vada via subito, per poter ricondividere questo sport che amiamo”. – La choiosa con una proposta – “Secondo il mio parere, di dare a tutti gli addetti ai lavori in ambito calcistico una possibilità di lavoro di almeno tre anni, per fare un progetto. Non credo che un allenatore l’anno prima è bravo e l’anno successivo non lo è più. Nel calcio dobbiamo lavorare con serietà”.

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