di Pasquale Formisano
Foto di Francesco Carotenuto
E all’improvviso Scafati si svegliò: dopo una serie che sembrava infinita di sconfitte per la Givova è finalmente arrivata, nella gara casalinga contro l’Orlandina, la tanto attesa vittoria, la seconda di questo campionato di A2, prima della nuova era griffata Giovanni Perdichizzi; due punti e tanto ossigeno per la compagine giallobleu che sognava un inizio di stagione sicuramente diverso ma che, da ora in poi, sogna ardentemente di cambiare rotta.
GLI INGREDIENTI PER IL RILANCIO – D’altronde il roster scafatese gli ingredienti per potersi rialzare li ha tutti: in primis il nuovo tecnico, che nelle ultime stagioni per ben due volte ha fatto vivere il sogno di una promozione in massima serie, svanito soltanto nelle gare 5 delle serie play off. Dall’idea di basket proposta dallo sceriffo, tra cui il metodico lavoro soprattutto difensivo, la Givova proverà a porre i mattoni per la costruzione di un progetto che sembrava compromesso ma che, considerata la lunga stagione, può diventare una vera e propria sorpresa.
103 E LODE – A tal proposito i 103 punti messi a segno al PalaMangano nella sfida con lOrlandina Basket capo D’Orlando, a fronte dei soli 65 subiti, sono sicuramente un indizio importante: con Frazier contenuto a soli 6 punti realizzati, Scafati ha portato ben 5 giocatori in doppia cifra, ovvero Rossato, Lupusor, Tommasini, Contento e il nuovo arrivato Deshawn Stephens, sulle cui spalle riposano le speranze di gran parte degli appassionati giallobleu: il neo acquisto di patron Longobardi, voluto anche da Perdichizzi, avrà il compito non solo di mettere a posto certe falle difensive che si erano create nelle prime uscite di campionato, ma anche di essere letale e pungente in attacco, deresponsabilizzando anche lo stesso Frazier, che per l’intero mese di ottobre era stato forse l’unico vero terminale offensivo della Givova.
PATTO PER RIPARTIRE – Due punti casalinghi che, dunque, devono essere visti non come un punto di arrivo ma come un trampolino di lancio. Per Scafati, adesso, si apre un poker di sfide che potranno dire molto: al termine delle partite con Roma, Rieti, Casale Monferrato e Torino, forse, si potrà avere finalmente la percezione reale della pasta di cui è fatta questa Givova.




