AVELLINO (3-5-2): TONTI, CELJAK, ZULLO DI PAOLANTONIO, ROSSETTI, NIJAN, ALBADORO, PARISI, ALFAGEME, LAEZZA, SILVESTRI. All. Ezio Capuano
CAVESE (4-3-3): KUCICH, POLITO, CASTAGNA, EL OUAZNI, SPALTRO, MATINO, SANDOMENICO, MATERA, GALFANO, RUSSOTTO, DI ROBERTO. All. Salvatore Campilongo.
Marcatore: ’17 El Ouazni (C), ’45 Alfageme (A), ’84 Micovschi (A).
Note: Arbitro Sig. Gino Garofalo sez. Torre del Greco – assistenti Mittica – Gregorio sez. Bari.
Spettatori circa 1000.
Coppa Itala di serie C, la partita dal tono minore che ti aspetti, invece esce un gradevole incontro tra due compagini gloriose relegate in campionato nei bassifondi della classifica. I padroni di casa, dopo le non esaltanti ultime due sconfitte, sono alle prese con le preoccupanti dinamiche societarie inerenti la Sidigas e De Cesare. Di contro la Cavese si mostra ringalluzzita dall’ingaggio dell’uomo d’ordine Peppino Pavone chiamato a normalizzare il baillame societario con una vigorosa campagna di calcio mercato di gennaio. Ne esce una partita dai contenuti tecnico tattici davvero interessanti.
La Cavese vara nuovamente il modulo che tanto bene portò nella trasferta di Potenza e che sembra essere più che mai modulo da trasferta, cioè il 4-4-1-1. L’Avellino non disdegna di schierare la formazione tipo al fine di rodare sempre meglio il modulo di ezioliniano lungo corso. Alla fine il risultato premia i padroni di casa, forti di una decisione arbitrale di fine gara, da leggere più che come intenzionalità di fallo da rigore di Matino, come inconscia volontà della terna di sottrarsi al freddo ” da lupi ” del Partenio Lombardi ed evitare l’additional time. Scherzi a parte, un tempo per parte con la Cavese poco cinica nello sfruttare tutte le occasioni da rete e sfortunata per la traversa colpita da El Ouazni. Il calciatore casertano di origini marocchine migliore in campo per la rete e per i patemi d’animo creati agli irpini con un tiro dai 40 metri che poteva valere l’1-2.
L’Avellino speculativo e sempre ben posizionato in campo capitalizza le occasioni avute e recrimina su qualche palla gol sciupata. Un plauso alle due tifoserie, unite da un rispetto reciproco, sempre sugli scudi della cronaca per attaccamento alla maglia gli oltre 200 metelliani accorsi a incitare i bleufoncè.
Andrea Liguori




