Casarano-Sorrento ha regalato emozioni nonostante il risultato parli di uno 0-0. Un risultato che racconta, in realtà, poco di quello che si è visto sul campo, anche perchè le due squadre si sono affrontate senza freni inibitori e soprattutto cercando il guizzo giusto per andare a porta a casa l’intera posta in palio.
L’arbitraggio, però, ha lasciato un po’ l’amaro in bocca ad entrambe le squadre, ma nell’economia del match e con il favore dei fermi immagine, è il Sorrento che più del Casarano può recriminare. Una gestione molto all’inglese, da ammirare certamente, ma forse un po’ di manica larga. Si registrano solo quattro cartellini gialli, ma molti di più sono i falli fischiati, alcuni anche oltre il consentito.
L’episodio chiave del match c’è al 25′ quando Fusco atterra Olcese, dubbi sull’effettiva esistenza del contatto, o se l’attaccante rossoazzurro abbia approfittato della sua esperienza per accentuare. Proteste di D’Alterio, giallo, penalty. Si supera Scarano, che da portiere under, para allo stesso Olcese con una respinta che non mette in pericolo i compagni.
Un altro episodio che avrebbe potuto cambiare l’inerzia del match arriva nel secondo tempo, quando Bonanno viene lanciato da Herrera. Il centravanti rossonero salta la difesa e segna ma viene fermato per un fuorigioco. Linea difensiva completamente scoordinata, quella del Casarano che mette in crisi il direttore di gara, che non vede l’ultimo uomo che mantiene in gioco l’attaccante ex Altamura annullando, cos√¨, il gol vittoria dei costieri.
“E’ l’ennesimo torno arbitrale che subiamo torti arbitrali -commenta a caldo il direttore sportivo Antonio Amodio- Tra Gravina e Nocerina sono stati fatti degli errori che ci penalizzavano. Oggi ancora una volta. Non meritavamo di vincere -aggiunge- Abbiamo perso molto negli ultimi 20 metri, ma il risultato è stato in bilico e se un rigore nel primo tempo viene visto benissimo, quello parato da Scarano, non vedo come mai, sullo stesso lato del campo, non si sia vista la posizione regolare di Bonanno che avrebbe portato al gol. Si parla di quattro metri oltre, ma in realtà l’azione parte dietro la difesa rossoazzurra”.
Dal nostro inviato allo stadio Capozza di Casarano
Cristina Mariano




