Nella serata di ieri il Savoia ha ufficializzato dodici calciatori. Tra questi figurava il nome di Stefano Costantino, alla quarta stagione con il Team Mazzamauro e alla terza esperienza a Torre Annunziata.
Perno del centrocampo di Gigi Squillante la mezzala sinistra torna al Giraud, con la maglia biancoscudata, dopo circa undici anni. In una precedente intervista, il calciatore stabiese aveva raccontato i suoi ricordi proprio da giocatore del Savoia. Una tifoseria, quella oplontina che gli è entrata nel cuore e l’ha visto crescere come calciatore.
Una realtà che Costantino sta per rivivere, un classico corso e ricorso storico. Il ritorno davanti al pubblico che per primo l’ha amato e osannato.
Un legame con la famiglia Mazzamauro che, come detto, si consolida arrivando al quarto anno consecutivo assieme: “Si ormai con la famiglia Mazzamauro mi sento uno di loro in questo momento -commenta da neo-bianscoduato Costantino- Questo è il quarto anno che mi confermano, quindi significa che qualcosa di buono è stato fatto. Era un po’ difficile non seguirli in questa nuova avventura. Il presidente è una persona che progetta da lontano e credo voglia fare grandi cose nel calcio, iniziando dai giovani per la loro crescita e poi portando di nuovo con gli anni il Savoia nella categoria che merita”.
Dopo una finale play-off persa, un campionato da incorniciare la voglia di rimettersi in gioco provando, con il tempo, a tornare nel professionismo, per il Savoia, ad arrivare per il duo Mazzamauro-Annunciata.
Costantino, infatti, ha le idee chiare sulle ambizioni di squadra e personali: “L’obbiettivo principale è fare bene, scendere in campo sempre per vincere e dare il massimo in ogni gara. I tifosi del Savoia amano chi lotta per la maglia, chi non si ferma mai e su questo avranno il massimo impegno. Poi, si sanno le difficoltà in campo e l√¨ ci dovranno aiutare tanto. Per il mio record: spero di aumentare il gap di gol e presenze. Ogni anno un calciatore cerca sempre di migliorarsi attraverso il campo e gli allenamenti”.
E proprio riguardo alla tifoseria, una vecchia conoscenza di Costantino: “A Torre Annunziata ho giocato per ben 2 anni. La conosco bene, ho tante persone che mi vogliono bene, una di queste era un capo-ultras che adesso non c’è più Alfonso…Ho tanti ricordi a Torre, tra questi la semifinale play-off vinta. Torre Annunziata vive di calcio. Un messaggio? Saluto tutti i tifosi del Savoia. Sogno di rivedere lo stadio pieno come 11 anni fa. In casa per le squadre avversarie era un inferno. Faccio un in bocca a lupo a tutto il popolo oplontino e alla società della famiglia Mazzamauro!”.
Cristina Mariano




