Che il derby eterno sia tra i più cruenti, violenti, ma al tempo stesso più affascinanti ormai è risaputo. Il derby tra la Stella Rossa ed il Partizan Belgrado ha radici profondissime. Le due squadre sono state fondate nel 1945, ma la vera rivalità nasce probabilmente nei anni bui della separazione della Jugoslavia. Le due squadre avevano dei rappresentanti delle forze armate a loro sostegno, il Partizan dei “becchini” erano sostenuti dall’esercito, mentre la polizia parteggiava per la Stella Rossa dei “ragazzi coraggiosi”.
L’esercito era, secondo la credenza degli unionisti, il principale nemico della Serbia, che vedeva sorgere, proprio tra le braccia amorevoli della Stella Rossa quello che fu uno dei più crudeli capi di stato della Jugoslavia dopo Tito, Slobodan Milosevic. Assieme a lui veniva cullato l’altrettanto noto Arkan, poliziotto, agente segreto, criminale nonchè capo ultras della fazione più cruenta tifoseria biancorossa.
Una rivalità quindi che ha radici politiche e storiche e che si sta strascinando nel corso degli anni attraverso episodi non sporadici di violenza in ogni derby che viene giocato a Belgrado. non è di certo da meno quello che è stato giocato proprio questo fine settimane, lo scorso 14 aprile, allo Stadion Rajiko Mitic sempre contornato dalla suggestiva cornice naturale dei corvi che aleggiano all’ingresso dell’impianto come un tabellone tutto naturale. Infatti ad ogni gol biancorosso si alzano in volo come conseguenza del boato degli ultras.
Sicuramente sarà stata uguale la reazione sabato scorso, quando lo stadio ha iniziando ad accendersi e a far da amplificatore tra le urla degli ultras in pieno conflitto. Il cielo si è dipinto di rosso per i fumogeni ed i petardi che hanno fatto da cornice agli spalti.
Cristina Mariano




