Quest’oggi, una delle leggende del calcio italiano ha rilasciato delle dichiarazioni ai microfoni del giornale sportivo ‚ÄòLa Gazzetta dello Sport’. Stiamo parlando di Antonio Di Natale, giocatore simbolo per anni dell’Udinese, dove in 446 presenze con la maglia friulana ha realizzato ben 227 reti. L’attaccante napoletano esordisce parlando del motivo del suo addio al calcio giocato: Non avevo più voglia, si era spento il motore, ho capito che era arrivato il momento. Ho fatto più di 20 anni e ora non sento la smania di giocare. Magari a una partita benefica di alto livello vado. Io e Francesco Totti abbiamo fatto la storia, lui forse aveva ancora voglia e ha proseguito nel percorso da dirigente. Ma il calcio è una ruota che gira dove conti quando servi, poi tutto finisce. Guardi Toni, è rimasto un altro anno a Verona, poi addio”.
Di Natale spiega anche perch√© nel mondo del calcio non escono più grandi campioni: “Perch√© dopo un anno buono certi giocatori fanno un gran contratto lungo e si accontentano. Io pensavo a fare bene per crescere. E poi i settori giovanili non sono curati, questo è un altro guaio. Finalmente nell’ultimo europeo Under 21 ho visto tanti ragazzi che in A giocavano”.
Insigne il mio erede ? E’ bravissimo. Fa le giocate da top player e si è messo a segnare. Gli dissi un giorno a Udine che doveva segnare di più, lo fa”.
Sulla nazionale che rischia di non andare al mondiale in Russia: Deve andarci, altrimenti sono convinto pure io che sia una catastrofe. Belotti è un animale, Immobile è più seconda punta. Ma qui penso ai miei tempi: giocavo con Vieri, Inzaghi, Toni, Totti, Del Piero, contro Maldini, Nesta, Cannavaro, Thuram. La notte prima non dormivi. Tutto è cambiato”.
Nunzio Marrazzo




