Afro-Napoli United. Maradona Jr: “Felice di aver preso parte a questo progetto, lavoro per tornare al 100%”

Il centrocampista classe 1986, cresciuto nelle giovanili di Napoli e Genoa, Diego Armando Maradona jr, figlio dell’ex leggenda del Napoli, rivela ai microfoni di Sport Campania gli obbiettivi sulla nuova stagione e punta forte sul Napoli di Sarri.

Come mai la scelta Afro-Napoli?
“Ho scelto questa squadra perch√© è stata la prima a chiamarmi al termine dello scorso campionato e a mostrare subito forte interesse nei miei riguardi. In più è una società sana e forte e chiaramente sposo anche l’idea politica del club per quanto riguarda l’accoglienza dei ragazzi immigrati, quindi sono molto felice di aver preso parte a questo progetto.”

Quali sono le tue prospettive per la nuova stagione? Quali obbiettivi ha la squadra?
“Gli obbiettivi della squadra sono sempre più importanti, noi dobbiamo vincere e ci dobbiamo preparare per questo. Il mio obbiettivo personale ovviamente è quello di ritagliarmi un ruolo importante nella squadra, giocare più minuti possibili e lavorare per rimettermi in sesto fisicamente, dato che lo scorso anno ho avuto parecchi problemi con degli infortuni e sono stato fermo tanto tempo, ma adesso grazie a Dio sto meglio.”

Hai ricevuto qualche consiglio da papà Diego? Qualche raccomandazione…
“No, lui sa che gioco ed è molto contento della cosa, ma niente di più ne di meno di questo”.

Come vedi il Napoli per quest’anno? Pensi ci siano i presupposti per puntare finalmente in modo serio allo scudetto o lo vedi ancora un po’ indietro rispetto alle altre?
“Secondo me ci sono vari fattori da considerare, sai che a volte per vincere c’è bisogno anche di fortuna, però credo che il Napoli sia davvero pronto e secondo me questo è il suo anno. I meccanismi sono automatici, gioca bene, fa tanti gol e per adesso non ne subisce, quindi sono molto contento e al tempo stesso fiducioso di quello che sta facendo il Napoli.”

Grazie per la disponibilità e in bocca al lupo per questa nuova stagione
“Grazie, crepi”

Ferdinando Gagliotti