Nardò. Foglia Manzillo: “Spero di restare. Ercolano? Bella piazza dove fare calcio”

Annata splendida, quella del Toro salentino, il Nardò, guidato dal napoletano Antonio Foglia Manzillo. Un quinto posto ai danni della Gelbison che per tutto il girone di andata ha presieduto la zona play-off passando dalle prime posizioni alla quinta chiudendo poi al sesto posto.

Arrivato il 16 settembre scorso con la squadra a zero punti dopo due giornate il Nardò ha iniziato a decollare proprio alla seconda uscita del napoletano vincendo contro l’Agropoli in terra cilentana: “Sono arrivato che la situazione era davvero complicata, la squadra era a 0 punti, ma questo non era il problema principale. La tifoseria si era allontana, chi era rimasto era davvero arrabbiato. Era un momento di vero e proprio scoramento. Quindi per com’è andata a finire sono più che convinto che la nostra annata è più che positiva, voti altissimi dateci dagli addetti ai lavori. Alla fine del campionato siamo riusciti a raggiungere 60 punti, la stessa quota della scorsa stagione, per cui, bilancio nettamente soddisfacente. Va considerato che la squadra è stata costruita in ritardo, perchè il Nardò aveva fatto la domanda di ripescaggio in Lega Pro e quindi fino all’ultimo si è aspettato. Quando poi non si è fatto niente si è dovuti partire a fare mercato e in ritardo è sempre complicato”.

Un girone di ritorno nettamente migliore di quello di andata, infatti sono 29 i punti alla 17′ giornata il torno aveva guadagnato 26 punti, una media di 1.5 circa a partita. Una media cresciuta nel girone di ritorno, concluso con 60 punti, 34 punti solo nella seconda metà del campionato. Una media pari a 2 punti a partita, che a fine campionato, se l’intero cammino avesse avuto questa media, avrebbe avuto 68 punti: “Si il girone di andata è stato migliore. La Gelbison aveva accumulato molti punti di distacco da noi, ma siamo stati bravi a crederci fino in fondo tenendo sempre al massimo la concentrazione. La squadra di Vallo poi ha iniziato a perdere qualcosa una volta raggiunta la salvezza, quindi ne abbiamo approfittato. L’ago della bilancia è stata proprio la partita di ritorno con la Gelbison: siamo stati bravi a vincere a Vallo, perchè loro avrebbero potuto contro-sorpassare e a quel punto non saprei come sarebbe potuta finire. Dalla 3¬∞ di ritorno alla fine abbiamo ottenuto un filotto di risultati e di media veramente continui e positivi. Questo ci ha aiutato. Avessimo mantenuto quella media sin dall’inizio sicuramente sarebbe stato più alto il posizionamento”.

Il cammino dei granata è stato caratterizzato da un diverso rendimento tra le partite in casa ed in trasferta, per poi nell’ultima parte del campionato equilibrare le cose: “Questa differenza ha due motivazioni. Una è tattica e un’altra è psicologica. Dal punto di vista tattico, lontani dal Giovanni Paolo II riuscivamo a trovare più spazi, perchè le squadre davanti al proprio pubblico cercavano di dare il massimo e ottenere la vittoria. Questo ci permetteva di andare a colpire. Mentre in casa nostra, le squadre, anche quelle più blasonate, si chiudevano cercando di limitare lo spazio di azione e si affidavano ai contropiede, se poi capitava che segnavano anche gli spazi diminuivano ancora di più. Dal punto di vista psicologico la squadra sentiva maggiormente la pressione della tifoseria, nonostante questa ci abbia sempre appoggiato, ma evidentemente i ragazzi sentivano di più il peso della maglia e del risultato. Nel finale di stagione abbiamo fatto un filotto di risultati, delle ultime 8 abbiamo vinto 5 partite, pareggiate 2 e persa solo 1. Alla fine ci siamo tolti le soddisfazioni anche in casa”.

Uno sguardo ora al futuro di Foglia Manzillo e del suo Nardò: “Mercoled√¨ ci sarà l’incontro per capire cosa fare. Spero di rimanere, la mia priorità è il Nardò, rimanere per continuare quello che ho iniziato a costruire. Entrambe le parti, io e la società, hanno lo stesso desiderio, cioè continuare insieme questo cammino. Il tempo, però, stringe e bisogna capre il prima possibile quale saranno le intenzioni future della società. Se vuole puntare a un certo tipo di campionato oppure no. Io spero di s√¨”.

L’allenatore ex Progreditur e Juve Stabia, tra le altre, è stato accostato alla panchina dell’Herculaneum: “Come ho detto la mia priorità è il Nardò. Quindi aspettiamo mercoled√¨ e vedremo che via prenderà il mio futuro. La distanza non è un problema. Questa è la piazza in cui mi sono trovato meglio. Ercolano? E’ una bella piazza in cui fare calcio e la società è seria. Detto questo, aspetto il Nardò e poi valuterò tutte le proposte”.

In caso di permanenza il progetto “è quello di migliorare il campionato di quest’anno. Non posso dire che il mio obiettivo è di vincere il campionato, ma voglio che la prossima stagione sia superiore a quella trascorsa. Per fare questo dobbiamo confermare la maggior parte dei senior e cambiare gli under”.

Cristina Mariano